ISTITUTO COMPRENSIVO "EDMONDO DE AMICIS" - MARCALLO CON CASONE

SCUOLA ELEMENTARE STATALE DI BOFFALORA SOPRA TICINO

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L'ACQUA NEL NOSTRO TERRITORIO

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IL NAVIGLIO E LA ROGGIA CORNICE

Il Naviglio Grande è un canale che attraversa Boffalora, costeggia il giardino della scuola elementare e arriva a Milano.
Prende le acque dal fiume Ticino a qualche centinaio di metri a sud del ponte di Oleggio.
Divide Boffalora in due parti: Boffalora alta e la vallata.
Il Naviglio fu scavato agli inizi dell'anno mille ed è stato una importante via di comunicazione.
È sopravvissuto a molte guerre e certe battaglie furono combattute proprio sulle sue sponde.
Due volte l'anno bisogna abbassare l'acqua per pulirlo, perché è un po' sporco e un po' inquinato soprattutto per alcune industrie della zona.

Il Naviglio era molto importante perché serviva per trasportare a Milano sabbia e ghiaia prese dalla cava Cormani, per trasportare le persone sul famoso Barchet ed inoltre per bagnare i campi.
Nella fotografia si vede il punto della vecchia cava dove i barconi caricavano la ghiaia.
Molte persone di Boffalora facevano il barchiroeu vale a dire lavoravano sui barconi e mio nonno mi ha raccontato che quando tornavano indietro vuoti, poiché andavano contro corrente, dovevano essere tirati dai cavalli o dai buoi.

cava con attracco
ricostruzion del barcoon

Nella fotografia si vede la ricostruzione del Barchet fatta recentemente dalla PIARDA.
Il barchet serviva per trasportare la gente che doveva andare a Milano.
Era fatto tutto di legno e sotto c'era la base, la barca di ferro.
Nella parte posteriore c'era un grosso remo, il timone che serviva per far curvare la barca.

Seguendo la sponda del Naviglio, in fondo alla via Dante, si può vedere il punto in cui nasce la roggia Cornice che i vecchi chiamavano il Rungion.
Nella fotografia si vedono i due rami: quello a destra va in campagna per irrigare i ampi, quello a sinistra sparisce sotto la filanda che è un posto doveuna volta si filava la seta.

I DUE RAMI
LA FILANDA

Abbiamo visitato la filanda Mylius: siamo stati accolti dal signor Franco Tinelli proprietario della filanda dal 1970.
Abbiamo visto la ruota che serviva per far funzionare l'albero di trasmissione usato per mettere in moto i macchinari e sentivamo l'acqua scorrere sotto il pavimento dove noi appoggiavamo i piedi.
La stampa ( 1828), a sinistra, è del pittore Migliara e fa vedere l'interno della filanda come era nell' 800 quando era di proprietà del banchiere di origine svizzera Enrico Mylius.

La roggia riappare in uno dei cortili della via Dante per continuare il suo corso.

LA ROGGIA IN VIA DANTE
AL MULINO

La rivediamo dal ponte della via 25 Aprile dove fa un salto e fa girare con più forza la ruota del vecchio mulino. Lì, i nostri bisnonni portavano il frumento e il grano a macinare e ottenevano la farina bianca o gialla per mangiare un buon pane o una squisita polenta.

Dopo il mulino la lasciamo più stretta a continuare il suo cammino tra i campi..........

ROGGIA NEI CAMPI

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