Nella storia dell'arte, i simboli sono elementi molto importanti, comunicano un senso di mistero che non siamo in grado di esprimere in un altro modo.
La loro decifrazione ha spesso dato luogo a interpretazioni molto diverse tra loro.
Per questo nell'ambito del Laboratorio artistico svoltosi nelle ore opzionali abbiamo cercato di spiegare i principali simboli che accompagnano l'iconografia della Madonna col Bambino in alcune opere di due pittori del Quattrocento: Carlo Crivelli e Giorgio Schiavone, nonché di alcuni anonimi del Seicento.
La loro comprensione ci ha offerto una chiave di lettura immediata per riconoscere i personaggi raffigurati.
Le raffigurazioni simboliche prese in esame costituiscono quelle più utilizzate nella produzione pittorica italiana del periodo considerato.
Da una prima fase teorica, si è passati alla rappresentazione grafico-pittorica.
Animali legati a tutta la simbologia lunare, in quanto si muovono di più durante la notte. Sono anche simbolo di abbondanza ed esuberanza, per questo nell'Antico Testamento la lepre è considerata un animale impuro. In quanto inermi, rappresentano la fiducia in Dio; posti ai piedi della Madonna indicano la sconfitta delle vanità. Nell'antichità il coniglio era simbolo di fecondità.
In Grecia e a Roma si riteneva che il gatto fosse sacro a Diana, divinità lunare. Nonostante la cultura religiosa lo consideri un animale funesto, collegandolo all'immagine del diavolo e dell'oscurità, ad esso è stato anche attribuito un significato positivo, paragonandolo, in quanto abile cacciatore, a Gesù, cacciatore-pescatore di uomini e anime. Viene associato alla Madonna, poiché un'antica leggenda narra che la notte in cui Gesù Cristo venne al mondo una gatta diede alla luce i suoi gattini. Nell'immagine dell'Ultima Cena può apparire ai piedi di Giuda per indicare il tradimento, in quanto animale traditore perché è solito uccidere i topi dopo essersi divertito con loro.
Per il suo colore rosso è associata all'Eucarestia, in quanto il succo rosso rappresenta il sangue di Cristo, sparso durante la passione.
Ha assunto un significato negativo probabilmente perché è un frutto molto acquoso e privo di particolari sostanze nutritive.Viene spesso associato all'immagine della Vergine Maria, per intendere che non è stata toccata dal peccato. Questa interpretazione deriva da un passo del profeta Isaia che dice: «E' rimasta solo la figlia di Sion, come una capanna in una vigna, come un casotto in un campo di cocomeri, come una città assediata.» La città assediata è correlata alla figura della Madonna che, pur essendo circondata dal peccato, ne è rimasta estranea, conservando la sua purezza.Invece il cetriolo simboleggia la perdizione poiché gli ebrei, quando si trovarono nel deserto, preferirono cibarsi di cetriolo piuttosto che della manna inviata dal cielo.
Il nome botanico è "centaurum", che si riferisce al Centauro Chirone che guarisce una ferita procuratagli da Ercole curandosi con un medicamento a base di fiordaliso. Per questo era considerato un antidoto contro il morso dei serpenti e poiché nella tradizione cristiana il serpente è simbolo del diavolo, il fiordaliso viene associato a Gesù Cristo che ci libera dal Male. Inoltre il fiordaliso cresce nei campi di grano, anch'esso simbolo di Cristo e dell'Eucarestia.
Il suo significato originario è quello di essere il fiore di Dio. Per questo appare spesso in mano alla Madonna o a Gesù.Secondo una leggenda, le lacrime della Madonna alla vista del Cristo crocifisso, cadendo a terra, si mutarono in garofani; inoltre tale fiore veniva comunemente chiamato" chiodino", e di conseguenza la sua immagine veniva associata alla Passione di Gesù.Secondo la tradizione nordica, la sposa deve indossare un garofano il giorno del matrimonio, perciò il fiore è simbolo della promessa d'amore.
Simbolo di purezza, innocenza e verginità. Nel "Discorso della Montagna" i gigli del campo sono indicati come esempi della fede in Dio, perciò è attribuito a molti santi e all'Arcangelo Gabriele.
Associata ad Adamo indica la tentazione e il conseguente peccato originale. Questa attribuzione deriva dal doppio significato del termine"malum" che significa sia mela che male. La mela in mano al Bambin Gesù indica che egli prende su di sé i peccati del mondo; associata alla Madonna col Bambino, indica salvezza.
Nella tradizione cristiana rappresenta l'umanità che discende da Eva.
Simboleggia la Passione del Cristo, a causa del colore.
Nell'antichità la rosa aveva una connotazione funeraria, legata a Roma al culto dei morti. La tradizione cristiana, assimilando tale tradizione, vede nella rosa con le spine l'immagine del tormento dei martiri. Generalmente è però associata alla Madonna: prima della caduta dell'uomo la rosa era senza spine, poi, per il peccato, sono nate le spine e la Vergine è chiamata "Rosa senza spine". Se la rosa è in mano a Gesù, evoca l'immagine della futura passione.