ISTITUTO COMPRENSIVO "EDMONDO DE AMICIS"

Scuola Secondaria di Primo Grado di Mesero


La Risiera di San Sabba
L'unico campo di sterminio italiano.

Questo lavoro nasce dopo un viaggio d'istruzione, con meta: TRIESTE, che abbiamo effettuato nel mese di aprile. Durante la nostra gita abbiamo potuto "toccare con mano" qualcosa che conoscevamo solo sui nostri libri di testo; siamo infatti andati a visitare la Risiera di San Sabba: l'unico campo di sterminio italiano. L'esperienza ci ha molto colpito e con queste immagini vogliamo trasmettere a voi qualcuna delle nostre emozioni.

IIIA e IIIB S.M.S. "Manzoni" Mesero


L'INGRESSO

CHE COSA RICORDI DELL'ARRESTO?

Tutto, certi avvenimenti non si possono dimenticare, [...] Ero ancora a letto. Due tedeschi aprirono la porta di camera mia con un calcio, urlando. [...] La casa era tutta piantonata da militari, fuori ci aspettavano due camion coperti da un telone.

Arianna Szöreney di FIUME

La fotografia dell'INGRESSO


DENTRO UNA CELLA

Io ero nella cella n. 8, solo, nel buio. Mi mancava l'aria. Solo nel soffitto c'era un piccolo foro per l'aria e la luce....

...Ci passavano il cibo attraverso la finestrella della porta, che altrimenti restava sempre chiusa. Nella cella c'erano molti ratti.
Di pomeriggio e di sera sentivo quasi in continuazione le urla della gente e delle grida in croato, sloveno e italiano.Per il cortile andava su e giù un carro armato oppure un'auto blindata e faceva un grande rumore sì da coprire le grida alla libertà e le urla sconvolgenti. Allora sapevamo che i nostri compagni venivano trascinati in crematorio.
Quando faceva scirocco e non c'era vento il fumo fetido entrava anche nelle celle. C'era un tale tanfo di carne umana bruciata che quasi non si poteva respirare e sconvolgeva lo stomaco.

I seguenti link portano alle foto

Ante Peloza di VELE MUNE


DIETRO AD UNA GRATA

UNA GRATA

Ero rimasto rinchiuso in Risiera per un mese e mezzo circa. Una sera condussero parecchie persone da un rastrellamento a Servola. Dal Coroneo il 20 aprile trasferirono in Risiera 60 persone; tra queste c'erano anche Enzo Vidali (Brigata Garibaldi) e il commissario di battaglione di questa Brigata che era di Pola e portava la barba...


LE CELLE

...Non ricordo il suo nome. Sua moglie venne da me dopo la liberazione per avere delle informazioni e mi mostrò la lettera che egli le aveva mandato dalla Risiera nelle ultime ore prima di venir bruciato. Vidali era venuto in Risiera a piedi nudi. Mia moglie gli portò poi un paio di scarpe.

Pino Karis di TRIESTE

LE CELLE


IL FORNO

Eravamo troppo vicini per non renderci conto di ciò che stava succedendo ma non riuscimmo mai a sapere come quei disgraziati venissero uccisi. Il giorno dopo, i loro abiti si trovavano nel magazzino e non erano quasi mai macchiati di sangue. Gli ucraini e i mongoli incaricati delle esecuzioni venivano ubriacati nelle prime ore del pomeriggio, affinché di notte fossero in forma. Anche qualche tedesco partecipava a queste orge....

IL FORNO


LA CELLA DELLA MORTE

Una notte, dalla mia camerata vennero prelevate cinque persone, che non fecero più ritorno.
Una domenica arrivarono due autobus pieni di gente che mi sembrò triestina. Fu ammassata tutta in un antro senza finestre chiamato la cella della morte: nella notte sparirono tutti. Penso si trattasse di ostaggi presi in città durante una retata.

Giovanni Haimi di FIUME

CAMERA DELLA MORTE


RODELA CELESTIN

Sono rimasta soltanto sei giorni a San Sabba, vedevo quel grande camino fumare, ma a me avevano detto che là bruciavano le immondizie e anche i nostri bagagli.
Di notte si sentivano grida e latrati ma erano coperti dalla musica che suonava in continuazione e ci impediva di dormire......

Rodela Celestin


DALLE CELLE ALLA STAZIONE

Una mattina, dopo sei giorni di cella, entrarono i tedeschi, fecero l'appello, ci fecero uscire dalle celle, ci portarono alla stazione e ci chiusero in un carro bestiame, già pieno di tanta gente, tutti in silenzio perché i soldati ci terrorizzavano con grida, urla e comandi, che io non capivo e che la mamma non mi traduceva per non spaventarmi...

Arianna Szöreney di FIUME

lunga serie di celle

MINACCE...!

Dietro il garage c'era un passaggio un po' stretto. Ho fatto alcuni passi in quel vicolo che girava intorno al locale del forno e una delle guardie. il vecchio Fritz, mi ha urlato: "Non lo faccia mai più, non lo faccia mai più!". Era il maggio del 1944. Sulla base di cemento del camino spuntava un filo d'erba. Pensai che forse era il segno di quelle povere anime dissolte. In marzo si sentivano grida anche di giorno (gridavano anche le SS)...

...Erano urla di dolore, tutti capiscono quando qualcuno urla per il dolore. Ma confesso che non riuscivamo a comprendere chia-ramente queste atrocità: dovevamo pensare a vivere e avevamo sempre paura.
Dopo un anno così, anche un chiodo che cada sul pavimento scatena un brivido. Se sento il rumore d'uno scarpone sul selciato....


...ancora, dico spaventata:

"V  E  N  G  O  N  O"

Dara Virag di FIUME

un esercito in parata


IL LAVORO RENDE LIBERI


C30 Calcolo del reddito derivante dallo sfruttamento dei detenuti nei campi di concentramento, effettuato dalle SS

Calcolo di reddito
Tariffa quotidiana di noleggio in media RM 6
Detrazione per vitto RM 0,60
Ammortizzazione vestiario RM 0,10
Durata media di vita 9 mesi = 270 x RM 5,30 = RM 1431,__
________________________
Ricavato dall'utilizzazione razionale del cadavere:
  1. Oro dentario
  2. Vestiario
  3. Oggetti di valore
  4. Denaro
Detratte le spese di cremazione RM 2
Guadagno netto medio RM 200
________________________
Guadagno totale dopo 9 mesi RM 1631
________________________
Da aggiungere il ricavato dell'utilizzazione delle ossa e delle ceneri.

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