Istituto Comprensivo Edmondo de Amicis - Marcallo con Casone
Scuola secondaria di Io grado "Alessandro Manzoni" - Mesero
Botteghe e mestieri nel Medioevo
Il castello di Issogne, in Valle d'Aosta, appartenuto per secoli alla famiglia degli Challant, è un'elegante e raffinata dimora signorile della fine del Quattrocento. L'edificio è ricco di decorazioni pittoriche, eseguite tra la fine del XV e la prima parte del XVI secolo.
- ingresso
- Entrando nel castello si incontrano subito le lunette delle botteghe artigiane. Questi affreschi
sono nitidi squarci sulla vita quotidiana dell'epoca: le scene sono rappresentate vivacemente
e insieme con realismo, spontaneità e a volte con un pizzico di umorismo.
Il ciclo delle botteghe artigiane è attribuito ad un pittore di nome Colin.
- osteria
- Numerose testimonianze documentano la diffusione delle osterie nel Medioevo: non esiste villaggio, per quanto piccolo, che non ne abbia almeno una, luogo privilegiato e insostituibile di vita associativa e di relazioni sociali.
- particolare di un'osteria
- Le osterie sono indicate da un'insegna dipinta, generalmente dedicata a un animale. Pochi sgabelli e panche completano l'arredamento, mentre bicchieri, tazze, brocche e vasi di varie dimensioni fanno bella mostra di sè tutto intorno.
- gioco delle carte
- Nelle osterie ha un ruolo centrale il gioco dei dadi o delle carte.In questo affresco si intravede un gioco molto simile al nostro Backgammon.
- risse
- Le taverne sono luogo di ritrovo degli operai al termine dell'orario di lavoro, di commercianti di passaggio, di soldati che finiscono il loro turno di guardia. Riscaldate dal vino, le parole corrono in libertà e non è raro che nell'osteria scoppi qualche rissa.
- pizzicagnolo
- Tra le botteghe che si affacciano sulle vie del borgo medioevale c'è anche quella del pizzicagnolo.
- interno del pizzicagnolo
- I pizzicagnoli vendono olio, carne secca, carne di animali da cortile e soprattutto il formaggio.
Il formaggio si può acquistare anche nei mercati settimanali o nelle fiere, dove però viene venduto in forme intere, mentre qui avviene la vendita al dettaglio.
- particolare della bottega
- A lungo ritenuto cibo da poveri, a partire dalla seconda metà del Trecento, i prodotti caseari entrano a far parte dei piaceri della tavola. Tra Medioevo ed Età Moderna, a riscuotere maggior successo è senz'altro il parmigiano, ma si consumano anche la robiola, il brie, il pecorino, il caciocavallo. Il diffondersi del formaggio è la conseguenza dell'aumento della produzione del latte e della nuova capacità di caseificazione.
- vendita del formaggio
- Nel XII secolo, in Europa e in particolare nella Pianura Padana, si diffonde l'uso dell'acqua
delle risorgive per l'irrigazione dei prati. Quest'acqua sorge dal sottosuolo ad una temperatura costante
di circa +5°C anche in inverno, così da avere erba fresca fin dai primi mesi dell'anno.
L'alimentazione dei bovini è garantita e la produzione di latte è abbondante.
- allevamenti
- In altre regioni dell'Europa si allevano greggi di ovini e caprini e anche questi forniscono latte per i formaggi. La lavorazione dei formaggi viene inizialmente affidata alle donne di casa o ai pastori, ma l'aumento della disponibilità del latte ogni giorno, dalla primavera all'estate, porta alla nascita del mestiere del casaro.
- speziale
- Lo speziale ha il compito di preparare non solo pozioni per la salute, ma anche balsami, creme di bellezza, candele: la sua bottega è una vera e propria officina-laboratorio.
- la bottega dello speziale
- La bottega dello speziale non deve essere esposta al sole, al vento e a odori sgradevoli, soprattutto deve essere in un posto igienico. Nella parte dove si vendono i prodotti, ci sono degli scaffali e qualche sgabello; sul bancone ci sono la bilancia, la cassa, i libri contabili e il ricettario.
- sugli scaffali
- Sugli scaffali in legno, si trovano i contenitori in ceramica, decorati in modo molto ricco, che indicano il preparato
in essi contenuto, con dei nomi anche molto suggestivi: Unguento degli Apostoli, Capelli di Venere, Demoniaco.
- nel retrobottega
- Nel retrobottega lo speziale, aiutato da allievi e garzoni, prepara pozioni, unguenti, pillole, sciroppi
secondo le indicazioni di due grandi medici dell'antichità, Galeno e Ippocrate, ma molte ricette si devono agli Arabi,
in particolare al medico Avicenna.
- nel laboratorio
- In questo laboratorio si trovano diversi attrezzi: mortai e pestelli per pestare e triturare erbe, spezie, minerali,
distillatori e torchi per ricavare oli ed essenze; nel laboratorio non possono mancare stufe e fornelli vari.
- lo speziale cura
- Lo speziale prepara e vende composti per la cura di diversi malanni: da pozioni per il mal di testa a vermifughi, da sciroppi per stimolare l’appetito a unguenti per rimarginare le ferite o curare le piaghe, da antidoti contro gli animali velenosi a medicine per la cura della pelle.
- simbolo della farmacia
- Molto famosa e difficile da preparare era la Triaca, medicina per molti mali, i cui ingredienti principali erano parti del corpo della vipera. L'uso del serpente nelle botteghe degli spezialiera così frequente che esso diventò il simbolo della farmacia.
- medico e speziale
- Per l’importanza e la delicatezza del suo mestiere, lo speziale non deve avere vizi, deve essere onesto, molto preparato nello studio e non può avere meno di 25 anni. La correttezza nello svolgimento della professione viene controllata da pubblici ispettori. Federico II, nel 1240, ordinò che le botteghe degli speziali fossero sorvegliate da un medico.
- il sarto
- La bottega del sarto offre lo spettacolo di stoffe e di abiti all'ultima moda.
- l'abbigliamento
- Uomini e donne indossano vesti e mantelli lunghi fino a terra; le maniche sono allungate e allargate
fino a coprire le mani; si portano calzature stravaganti con punte lunghe e ricurve. Si indossa lo stesso vestito d'estate e d'inverno; d'inverno, per scaldarsi, si sovrappongono parecchi capi di vestiario.
- i nobili
- I nobili si vestono con stoffe rare e preziose e con pellicce pregiate e costose:
- il vaio, lo scoiattolo siberiano, dal pelo bianco con venature grigie;
- l'ermellino bianco con piccole macchie nere;
- lo zibellino, molto scuro, che è la pelliccia più pregiata.
- i vestiti
- Spesso gli indumenti sono di lino. Per la semplicità della sua coltivazione e lavorazione,
il lino si diffonde tra le famiglie contadine: le donne tessono in casa le tele, che poi vendono al mercato oppure usano per confezionare abiti e biancheria. Fra XI e XIII secolo si ottengono tessuti sempre più leggeri, morbidi e pregiati.
- gli strumenti per confezionare gli abiti
- le brache
- L’abbigliamento sia maschile che femminile è costituito dagli stessi capi. Le brache sono il solo capo d'abbigliamento riservato esclusivamente all'uomo. Sono calzoni di tela sottile lunghi fino alle caviglie. Sono strette in vita da una cintura di tessuto o di cuoio alla quale si appendono la borsa, le chiavi.
- la camicia
- La camicia è una tunica, lunga fino a metà polpaccio con le maniche ristrette sui polsi. Bianche, di lino o di seta, le camicie più belle sono ricamate. La veste è un abito di lana o di seta dall'ampia scollatura, che si infila dalla testa. Le maniche sono molto larghee la gonna arriva fino ai piedi.
- la veste femminile
- La veste delle donne è una semplice tunica lunga, con una larga fascia che sottolinea la vita, e una gonna lunga,
aperta su entrambi i fianchi, così da poter essere usata anche quando aspettano un bambino e la pancia si ingrossa.
- le calzature
- Le calzature sono di due tipi: scarpe e stivaletti. Le prime, in stoffa o pelle, hanno la forma delle attuali pantofole
e si portano in casa o infilate negli stivali. I secondi, di cuoio, si chiudono alla caviglia con un gran numero di stringhe e asole.
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