Le notizie riguardanti la storia di Mesero le abbiamo tratte dal libro "MESERO APPUNTI STORICI" di Valeriano Castiglioni
La professoressa Clementina Sorbellini fa risalire il nome del nostro paese alla "stessa base di Mesiates, un pago (villaggio) degli Insubri insediato nell'Alto Ticino, ricordato dagli Itinerari e conservato in alcuni nomi di località a sud di Bellinzona: il fiume Mesa, Mesocco, la valle Mesolcina". Immaginare che Mesero sia stata fondata da questa antica popolazione celtica, originaria della Gallia Transalpina (Francia), scesa in Italia verso il 450 a.C. e insediatasi a Milano e nella valle del Ticino, è un'ipotesi che potrebbe trovare conferma dal luogo di ritrovamento dell'ara romana, cioè presso il fontanile di Sant'Anselmo.
La testimonianza più antica di Mesero risale a duemila anni fa, al tempo dei Romani: è l'ara, che ora si trova in Municipio. La pietra venne scoperta nel 1921 nei pressi della cascina Sant'Eusenzio. E' un'ara di granito alta un metro, larga cm 46, con profondità di cm 36. L'iscrizione è su quattro righe: MERCURO C. CASSIUS PHO(ebus) V(otum) S(olvit) L(ibens) M(merito) cioè "Caio Cassio Febo sciolse il voto a Mercurio di buon grado e a ragione". Si tratta di una dedica per lo scioglimento di un voto a Mercurio, il cui culto era diffuso largamente nella zona.
L'ara può essere datata con sufficiente sicurezza nel primo secolo dopo Cristo, ci rivela che Mesero era abitata fin dal tempo dei Romani e che era un centro di culto. È importante anche il luogo del ritrovamento nei pressi di un fontanile. E' noto che le popolazioni celtiche istituivano i loro luoghi religiosi presso l'acqua ed è possibile dedurre che i Romani abbiano sovrapposto e sostituito il culto di un loro dio ad un'altra divinità degli Insubri. La cascina dove è stata scoperta l'iscrizione è detta "Sant'Eusenzio", una forma dialettale di Sant'Innocenzo (martire della Legione Tebea), al quale era dedicata a Mesero una chiesa esistente già nel 1200. L'edificio sacro venne demolito e il suo nome riappare applicato solo alla cascina e posteriormente alla strada che la collega allo stradone della Madonna (attuale via San Bernardo). Significativo è il nome "Gesa Rotta" (chiesa rotta) che contraddistingue un'ampia zona, che si estende a un centinaio di metri ad est dalla cascina.