La nonna di Sofia ci ha detto che quando era piccola, il Natale era per tutti una grande gioia.
Per nove sere si andava in chiesa per la novena. Alla vigilia di Natale i suoi genitori lucidavano le scarpe e le mettevano sul comò, pronte per la mattina seguente.
Il giorno di Natale i suoi genitori andavano a messa alle 5,30 perché allora non c'era la messa di mezzanotte, poi mettevano sul comodino i doni per i bambini: le arance, i mandarini, la frutta secca.
Suo papà, quando tornava a casa, prendeva un rametto di pino e lo appendeva in cucina, ci appendeva i mandarini e sotto metteva la capanna con Gesù Bambino che rimaneva lì fino all'Epifania.
Nonna Maria ci ha detto che a Natale le regalavano la bambola di stoffa, ma alla sera questa non si trovava più perché veniva portata via da Gesù Bambino per l'anno seguente.
A Natale c'era tanta neve e perciò si costruivano pupazzi e si giocava a scivolare sulla neve.
Non esisteva Babbo Natale per i bambini, ma solo Gesù portava i doni ed è per questo che mettevano del fieno sulla finestra per il cavallino (o l'asinello) di Gesù Bambino.
La nonna racconta che quando scoprì che era la mamma a portare i doni, provò un gran dispiacere.
Durante il pranzo di Natale si gustavano il risotto, il salamino e l'oca (diceva una canzone: "Che gran cunsulasiun Natal a mangià l'oca ...).
(Adriana, Simone, M.Sartorio, Dario)