La signora Maria ci ha dato
alcune informazioni sulla filanda di Mesero.
La
filanda prima apparteneva al SETIFICIO GERLI e dopo venne acquistata
dal signor COLOMBO che veniva ogni tanto a controllare il lavoro
e dava dei consigli alle operaie: diceva di tenere aperte le finestre e guidava
la lavorazione dei bachi da seta.
Era faticoso lavorare in filanda e c'era sempre un odore sgradevole.
Il signor Colombo dava i bachi da seta da allevare ai suoi contadini (anche la
mamma della nonna Maria alleva i bachi da seta) che li portavano a casa su
foglietti di carta. Prima di portarli a casa però, disinfettavano l'ambiente
con lo zolfo per far morire gli insetti che c'erano nel locale e portavano fuori il tavolo e le scodelle per mangiare poi all'aperto.
Si accendeva il camino perché i bachi da seta avevano bisogno del caldo. I contadini raccoglievano foglie di gelso chiamate "foia", le tagliavano
sottili sottili e le mettevano su pezzi di cartone dove c'erano i bachi
che erano piccolissimi. Quando diventavano grandi, li mettevano su tavole
con foglie di gelso, mangiavano e poi si arrampicavano su fascette di
legno e formavano il bozzolo.
Quando
i bozzoli erano maturi, li toglievano, li pulivano e quelli belli venivano
portati al padrone. Poi i bozzoli venivano filati in
filanda e si otteneva così la seta.
(Ettore, Elena, Filippo)
[3] Per conoscere altre notizie sul mondo del baco da seta in un lavoro dei ragazzi della Scuola Primaria di Marcallo con Casone