ISTITUTO COMPRENSIVO "EDMONDO DE AMICIS" MARCALLO CON CASONE

Scuola Primaria Statale "Carlo Noè"


Ricerca a gruppi su alcuni edifici di Mesero

Villa Borsani:

. . . . ma chi era il Sig. Borsani?

villa borsaniVerso la metà del Settecento i monaci Certosini costruirono ad angolo tra lo stradone della Madonna e la strada che conduce ad Inveruno, un grande edificio affittandolo ad uso d'osteria. La casa era situata fuori dal paese, era a due piani ed a forma di L con un portico sui due lati interni, aveva molti locali, ed è probabile che era usata anche come locanda per i viandanti.
Negli stessi anni, i Certosini costruirono altre abitazioni allineate sullo stradone della Madonna fino a unirsi agli altri edifici che davano verso la contrada alla piazza (l'attuale Via Trieste). Uno di questi edifici si attaccò all'osteria e il cortile interno della stessa, fu chiuso su tre lati.
I monaci erano rimasti a Mesero per 384 anni, erano proprietari di circa due terzi del territorio comunale, comprese le abitazioni. Nel 1783 i Certosini dovettero lasciare Mesero. I loro beni furono consegnati, per essere venduti, a Carlo Belinzaghi.
La proprietà dell'antica osteria fu acquistata dai Landriani.
La famiglia Landriani è tra le più antiche e illustri di Milano, per il nostro paese questa famiglia ebbe un'importanza fondamentale. L'Ottocento è per Mesero il secolo dei Landriani, che subentrarono ai monaci come padroni di case e di terreni e tennero nelle loro mani l'amministrazione pubblica. Giuseppe Antonio Landriani proprietario dell'osteria, sposato con Rosa Mazzonico, ebbe sei figli. Nella spartizione dell'eredità di G. A. Landriani tutto questo complesso di edifici toccò alla figlia Giovanna sposata con Gaetano Borsani. Giovanna e Gaetano Borsani ebbero tre figli: Giacomo, Giuseppe e Giovanni. Importante per il paese di Mesero fu Giacomo. Nato nel 1808 si era sposato con Antonietta Ribaldi. Nel 1842 dopo il matrimonio la famiglia Borsani decise di ristrutturare l'antica osteria, trasformandola in dimora patronale. Da qui prese il nome di "VILLA BORSANI". Ristrutturato anche il caseggiato verso est, usato come deposito di torchio con tinaja, e granaio nella parte superiore, in quella di sotto un grande scantinato.
Risale agli stessi anni la formazione del gran parco a nord della villa, una parte fu trasformato in un giardino all'italiana, con siepi di bosso e alberi tagliati in forma geometrica e architettonica, l'altra parte fu ordinata all'inglese. Giacomo Borsani diventò sindaco di Mesero nel 1866, fu un perfetto conoscitore delle leggi e un bravo amministratore comunale. Anche la moglie Antonietta partecipò alla vita pubblica del paese, nel 1895 sostituì Paolina Riva Landriani come Ispettrice dei lavori della Scuola Femminile. Dal matrimonio nacque nel 1868 un solo figlio che fu battezzato col nome del nonno Gaetano.
Il figlio di Giacomo Borsani, Gaetano, alla morte del padre divenne consigliere e assessore nel 1883. Fu sindaco di Mesero dal 1896 al 1902. Il dott. Borsani, sostenuto anche dalla madre, che voleva vedere sorgere un fabbricato per accogliere i fanciulli bisognosi di assistenza, continuò l'opera della Scuola dei poveri, iniziata nel settecento. Fece costruire nel 1915 sul suo terreno che si trovava sullo stradone della Madonna, una scuola di lavoro femminile, oratorio e asilo d'infanzia. Il 31 gennaio 1920, ultimati i lavori, fece arrivare da Monza le suore del Preziosissimo Sangue. Aveva inviato la sua carrozza personale alla stazione di Inveruno per accompagnare le suore all'asilo di Mesero. Nel 1959 fu costruito il nuovo asilo, la vecchia struttura fu abbattuta completamente per far posto al nuovo cinema parrocchiale nel 1967.
Il dott. Borsani, ha donato nel 1960 una quantità di terreni e di case che permisero alla parrocchia di risolvere i suoi problemi economici.
La donazione fatta alla Chiesa di Mesero, aveva un vincolo: il donatore si riservava, vita natural durante, l'usufrutto e l'amministrazione. La parrocchia venne in possesso del patrimonio donato, il 25 settembre 1961, morte del dott. G. Borsani, ultimo discendente della famiglia. Nel 1967 il Comune di Mesero acquistò dalla Chiesa il Palazzo Borsani, i cortili rustici ed il rimanente parco. Il tutto per la cifra di lire 64,5 milioni. Altri 63 milioni furono usati per la ristrutturazione dell'edificio principale, destinato ad accogliervi la sede della scuola speciale, e successivamente la scuola media fino al 1981.
Nel 1978, s'iniziarono le prime ristrutturazioni destinate ad ospitarvi la nuova casa albergo per anziani. Più avanti negli anni, l'edificio ha subito una nuova ristrutturazione consentendo l'ampliamento della confinante casa albergo.
Il giardino della villa è ora diventato un parco, con nuove piante oltre alle originali rimaste che sono quattro maestose araucarie messe al centro dei rettangoli in cui è diviso il giardino all'italiana. Dove in origine c'era un laghetto, fu costruito un campo da tennis. Dove ci sono adesso le giostrine prime c'era il maneggio dei cavalli.
Con Gaetano si conclude a Mesero la famiglia Borsani. Uomo di sentimenti molto religiosi, i suoi modelli sono stati la bontà della mamma, e la rettitudine del padre. Amante della natura, degli animali, amò la terra e temeva le precipitazioni, l'allontanamento dall'agricoltura e l'abbandono dei campi. Diceva: "Voglio morire con la mia proprietà intatta", come un padre che teme di sfasciare la sua casa.


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