titolo 8 giugno 2009 Le nostre inchieste

La maggior parte degli intervistati ha confermato il rendimento delle Elementari

Le Medie piacciono ai "primini"


La classe 1aC con il prof. Marco Mittino

prima c C'è chi ritiene che il passaggio dalla Scuola Primaria alla Scuola Secondaria di primo grado possa essere addirittura traumatico. Per sapere come hanno vissuto il loro approdo alle Medie i nostri compagni di classe prima, abbiamo chiesto loro di compilare un questionario da noi predisposto. Hanno risposto alle nostre domande 52 alunni in tutto, perché il giorno del sondaggio qualcuno era assente. La maggior parte dei "primini" (34 alunni pari al 65%) ha dichiarato che il passaggio alle Medie preoccupava "un po'", il 21% non si sentiva "per niente" impensierito, mentre il 14% (esattamente 7 alunni) ha confessato di essersi sentito "molto preoccupato". La maggioranza (34 alunni pari al 65%) non ha avuto problemi ad integrarsi nella nuova classe all'inizio dell'anno scolastico; 16 ragazzi (il 30%) hanno avuto "qualche difficoltà", mentre solo 2 alunni (il 4%) hanno scritto di aver incontrato "molte difficoltà" di adattamento. Abbiamo poi chiesto ai nostri amici se per caso avrebbero voluto capitare in un'altra sezione. Ben 42 (pari all'80%) sono contenti di essere nella classe in cui sono stati inseriti, mentre 10 (circa il 20%) avrebbero preferito finire in un'altra sezione. Perché mai? Quattro alunni "avrebbero voluto rimanere in classe con i loro amici del cuore"; 2 intervistati "avrebbero voluto altri prof."; uno studente ha scritto di aver "sentito parlare male" della sua sezione; uno scolaro ha sottolineato che nella sua classe "c'è un compagno terribile"; uno non ha risposto e di un intervistato non abbiamo capito il senso della risposta. Capita... Quasi tutti i nostri compagni di prima (ben 46 pari all'88%) è concorde nel ritenere che, rispetto alle Elementari, il carico di lavoro a casa sia "maggiore" alle Medie; per 5 studenti (pari al 10%) i compiti e lo studio sono "uguali" alla Scuola Primaria, mentre una sola voce fuori dal coro sostiene che il lavoro domestico previsto alle Medie sia "inferiore" rispetto alle Elementari. Abbiamo poi chiesto ai "primini" di fare un confronto tra professori e maestre. È emerso che per 25 alunni (pari al 48%) gli insegnanti delle Medie sono "più severi"; per 21 studenti (pari al 40%) sono "uguali" alle maestre, mentre per 6 alunni (pari al 12%) sono "meno severi". Rispetto alla Scuola Primaria, le attività integrative proposte alle Medie (laboratori, compresenze, ecc.) sono "più frequenti" per il 50% degli intervistati, "meno frequenti" per il 39% e "uguali" per l'11%. Ma veniamo al nocciolo della questione. C'è stato un calo di profitto scolastico nel passaggio alle Medie oppure no? Il 54% degli alunni di prima (esattamente 28) ha dichiarato di aver avuto, dopo il primo quadrimestre, "voti dello stesso livello" delle Elementari; il 30% (cioè 16 ragazzi) ha scritto di aver ottenuto addirittura "voti più alti", mentre solo 8 persone (pari al 16%) hanno segnalato di aver avuto "voti più bassi". A questi ultimi consigliamo un po' di studio in più. Abbiamo anche chiesto ai nostri amici di prima quale sia, a loro parere, la cosa migliore della Scuola Secondaria di primo grado. Qui si sono sbizzarriti in risposte varie: il 42% ha indicato i laboratori, il 19% i prof., il 12% le materie nuove, il 10% i compagni, il 10% l'uscita pomeridiana alle 13.35 al martedì e al giovedì e il 7% le gite. Secondo voi, se potessero farlo, i "primini" tornerebbero indietro nel tempo per poter frequentare ancora le Elementari? Ben 42 alunni (pari all'80%) ha risposto di no, mentre 10 (pari al 20%) ha detto di sì. Abbiamo infine voluto sapere che cosa rimpiangono maggiormente della Scuola Primaria. Ben 12 alunni hanno scritto "le maestre", 11 hanno indicato "i compagni", 11 "l'intervallo lungo", 3 "il carico di lavoro inferiore", mentre 10 scolari hanno dichiarato di non rimpiangere proprio niente.

Andrea Battistella
Stefano Bonomelli


Sondaggio sulla riforma delle valutazioni voluta dal Ministro Gelmini

Voto numerico? Promosso all'unanimità

Per la gioia di noi poveri alunni quest'anno è tornato di moda il caro e vecchio voto numerico, che già tanto aveva fatto disperare i nostri genitori nella loro età più bella. Per sapere come è stato "digerito" sia dagli studenti che dagli insegnanti, abbiamo fatto due sondaggi con appositi questionari. I risultati sono interessanti. I nostri compagni intervistati sono stati in tutto 84: abbiamo chiesto il parere solo agli alunni di seconda e di terza, perché gli alunni di prima non hanno avuto modo di sperimentare i vecchi giudizi alla Scuola Media. Ebbene, il 54% degli alunni (esattamente 45) preferisce essere valutato con i numeri anziché con i giudizi "Ottimo, Distinto, Buono, Sufficiente, Non Suff.", anche se solo il 17% ritiene che la riforma delle valutazioni sia stata davvero necessaria. In altre parole, non c'era alcun motivo per imporre i voti numerici ma, adesso che ci sono, si preferiscono. I docenti del nostro Istituto Comprensivo hanno deliberato in Collegio Docenti di usare la scala da 4 a 10, evitando così di impiegare i voti 1, 2 e 3. Ben il 70% degli alunni (pari a 58) ritiene che "abbiano fatto bene" per varie ragioni: 22 ragazzi hanno scritto che i voti "1, 2 e 3 possono demoralizzare", per 14 studenti "un 4 è più facile da recuperare rispetto ad un voto inferiore", mentre gli altri non hanno dato motivazioni. Solo il 15% degli intervistati pensa che i prof. facciano male a non usare voti più bassi di 4, perché "se uno si merita meno, è giusto darglielo". Per 28 persone (pari al 33%), infine, la questione è del tutto indifferente. Per quanto riguarda l'impatto emotivo delle valutazioni, la maggior parte degli alunni (esattamente il 52%) ritiene che sia "più umiliante" prendere un 4 piuttosto che il giudizio "Non Suff."; d'altra parte addirittura il 76% pensa che dia "più soddisfazione" prendere 10 piuttosto che "Ottimo". Poi ci siamo tolti una curiosità, chiedendo agli intervistati se abbiano mai preso "10 e lode": solo 6 hanno dichiarato di sì. Pochi, ma buoni! Come reagiscono mamma e papà quando si portano a casa dei numeri anziché dei giudizi? Il 35% degli intervistati dice che le reazioni sono identiche a quelle dell'anno scorso; il 28% confessa che i genitori "si arrabbiano di più di fronte a un 4 rispetto a un "Non Suff."; il 21% si compiace del fatto che i familiari "sono più soddisfatti di fronte a un 10 rispetto a un "Ottimo". Secondo voi, se potessimo decidere noi alunni, elimineremmo i voti numerici per tornare ai giudizi? Il 54% ha detto di no. Hanno manifestato opinioni simili anche "i nostri aguzzini", cioè i prof. Hanno gentilmente compilato il nostro questionario in 17; gli altri, per oscure ragioni, ci hanno snobbato. Peggio per loro. Anche la maggior parte dei docenti (il 52%) non riteneva necessario sostituire per legge i vecchi giudizi con i numeri. È interessante sapere che per molti prof. (il 47%) il voto numerico consente "una maggior precisione ed una maggiore chiarezza" nelle valutazioni. Un caso a parte riguarda l'insegnante Isabella Sangalli: "Il Collegio dei Docenti ha deliberato l'impiego del vecchio giudizio per Religione, - dichiara - creando nei ragazzi una confusione notevole. Infatti chiedono sempre a quanto corrisponde il giudizio e sul libretto personale riportano il voto numerico". In ogni caso il 100% degli intervistati (cioè tutti e i 17 prof. che ci hanno risposto) non chiederebbe mai al Ministro di ritornare ai giudizi analitici nella Scuola Media: i numeri ci sono e, alla fine dell'anno scolastico, vengono "promossi" all'unanimità.

Giulia Tanzi
Irene Denti


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