titolo 8 giugno 2009 Interni

Alla scoperta di un interessantissimo laboratorio di Tecnologia a cura della prof. Lemorini

Hanno costruito un robot in classe!


Alcuni alunni di 1aC, insieme alla prof. Lemorini,
mostrano soddisfatti il loro prototipo

robotQuando si sente la parola "robot" si pensa subito ad un essere cibernetico simile all'uomo, in grado di compiere operazioni simili a quelle umane, per esempio camminare, gesticolare, ecc. Quando abbiamo saputo che la classe 1a C, insieme alla professoressa Lemorini, ha partecipato ad un corso di robotica che prevedeva la costruzione conclusiva di un prototipo, già immaginavamo di vedere in giro per i corridoi della nostra scuola una macchina antropomorfa, magari specificamente programmata per fare i compiti per tutti noi, prima ancora del nostro ritorno a casa. Non sarebbe stata una bella idea?

In realtà gli alunni di 1a C hanno studiato i robot nel significato più ampio del termine, cioè quelle macchine di forma varia, costituite da un insieme di elementi meccanici coordinati e comandati da una centrale tramite un sistema di azionamenti. Detto così, sembra complicatissimo. "Vengono utilizzati dei sensori - ci spiega la professoressa Alessandra Lemorini - cioè degli elementi che individuano poche cose all'esterno, come Alla scoperta di un interessantissimo laboratorio di Tecnologia a cura della prof. Lemorini Hanno costruito un robot in classe! Alcuni alunni di 1aC, insieme alla prof. Lemorini, mostrano soddisfatti il loro prototipo se fossero i nostri sensi. Ci sono dei sensori di contatto visivi e dei sensori acustici, che individuano qualcosa e danno un input ai motori; quindi, a seconda di quello che rilevano, ci sarà un output, cioè un movimento connettore".

Prima di organizzare il laboratorio di robotica, la nostra insegnante di Tecnologia ha seguito uno specifico corso organizzato dal Museo della Scienza e della Tecnica di Milano: sono state tre giornate di formazione più una conclusiva, in cui ogni docente doveva imparare ad utilizzare un kit, cioè un insieme di pezzi (simili a quelli della Lego) dotati di sensori, motori e di uno specifico programma. Gli alunni, dopo avere studiato la robotica in classe attraverso alcune lezioni teoriche, si sono recati al Museo della Scienza e della Tecnica e hanno partecipato ad un laboratorio curato da esperti.

"Ci hanno diviso in gruppi - racconta la professoressa Lemorini - e ciascuno ha dovuto montare in parte un piccolo robot. Si trattava di un congegno che aveva un sensore visivo, un sensore a ultrasuoni e delle ruote, sulle quali poteva muoversi in avanti e indietro".

Poi la classe 1a C si è cimentata nella progettazione di un "robot", che ha anche realizzato. Si tratta di una "Casa Stregata" in cartone e carta colorata, in cui una serie di elementi "terrificanti" a un certo punto si muovono, azionati da dei motori (per montare i quali è venuto a scuola anche un esperto di nome Fabio). Ci sono, per esempio, uno scheletro che si muove, un vampiro che esce dalla bara, ecc.

"Abbiamo utilizzato dei pezzi della Lego che andavano montati collegandoli al motore e ai sensori. - precisa la professoressa Lemorini - Poi abbiamo costruito la Casa Stregata con del cartone, utilizzando ad esempio le scatolette delle medicine per fare la bara e l'armadio, ecc."

Quindi, a lavoro completato, il kit con motori e sensori non si vede più, perché è mascherato dalla parte scenografica colorata e decorata. L'insegnante di Tecnologia si dichiara molto soddisfatta dell'esperienza:

"Tutti gli alunni si sono dimostrati interessati - commenta - e tutti si sono dati da fare, ognuno in base alle proprie capacità. C'è chi è più bravo a programmare e quindi mi ha aiutato a fare quello; c'è chi è più bravo a disegnare e quindi ha realizzato la scenografia. Comunque, nel complesso, tutta la classe ha lavorato bene".

Irene Denti
Giulia Tanzi

Anche quest'anno si è svolto il corso di educazione stradale, in preparazione dell'esame per ottenere il patentino necessario alla guida dei ciclomotori. Le lezioni teoriche, destinate agli alunni di classe terza che ne facevano richiesta scritta, si svolgevano al Venerdì pomeriggio in orario extrascolastico (precisamente dalle ore 14.15 alle 16.15) nell'aula cucina del nostro Istituto. Il corso ha avuto inizio il 27 marzo ed è stato tenuto dal Vigile Urbano Ilario Grassi.

L'abbiamo intervistato.

Qual è il suo ruolo preciso nella polizia municipale di Boffalora?

"Agente istruttore".

Da quanti anni svolge Intervista al Vigile Urbano Ilario Grassi Educazione stradale a scuola questo ruolo qui?

"Da tredici anni".

In che cosa consiste il corso di educazione stradale per ottenere il patentino?

"Consiste nell'apprendimento di tutte quelle nozioni teoriche e pratiche utili a salvaguardare la vita durante la guida".

Quando si svolge e a chi è destinato?

"Si svolge in sei lezioni della durata di due ore cadauna ed è destinato agli alunni delle classi terze".

Da quanti anni c'è questa iniziativa nella nostra Scuola?

"Dal 2003".

Quest'anno quanti alunni hanno partecipato?

"Hanno partecipato 23 ragazzi".

Mediamente in che percentuale superano l'esame?

"Circa il 65% dei ragazzi".

Gli alunni mostrano interesse e partecipano attivamente alle sue lezioni?

"Sì".

Nella sua attività quotidiana di Vigile Urbano, quali sono le infrazioni più frequenti che deve contestare ai giovani alla guida dei ciclomotori?

"Il mancato rispetto delle precedenze, la velocità eccessiva, il mancato uso del casco, il trasporto del passeggero... Insomma tutte le cose più importanti spiegate al corso".

Le è mai capitato di dover addirittura sequestrare dei motorini a causa di comportamenti irregolari?

"Sì, molto spesso".

Consiglierebbe ad un genitore di acquistare un motorino per suo figlio oppure, con l'esperienza che ha, consiglierebbe di far circolare i ragazzi a piedi o in bicicletta?

"Consiglierei di acquistare il motorino, perché il motorino di per sé non è pericoloso, ma sono pericolosi i comportamenti di chi lo guida male".

Quali sono i rischi maggiori per un ragazzo che guida un ciclomotore?

"La disattenzione che porta a fare incidenti e a farsi male".

Nicola Basile
Simone Renda


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