8 giugno 2009 - Corriere della scuola

Speciale

I discendenti

L'ORGOGLIO DI CHIAMARSI PORTALUPPI

La testimonianza esclusiva della pronipote Anna Maria


Il prof. Andrea Raffanini con la nonna Anna Maria Portaluppi

discendentiAbbiamo completato la nostra ricerca storica rintracciando a Boffalora i discendenti di Monsignor Portaluppi. Dopo varie indagini, abbiamo saputo che la più stretta parente dell'illustre ecclesiastico, "erede" del cognome Portaluppi, è la pronipote Anna Maria, la nonna di un ex insegnante di Lettere della nostra Scuola, il professor Andrea Raffanini. La signora ci ha gentilmente ospitati a casa sua ed ha risposto alle nostre domande.

Signora Portaluppi, ha mai incontrato personalmente Monsignor Ambrogio o ne ha solo sentito parlare?

"Io lo ricordo per sentito dire, in particolare lo ricordo grazie ai racconti di mio padre Felice, che era rimasto senza mamma a cinque mesi e che ha poi vissuto un po' con sua nonna Clementina (madre di Monsignor Portaluppi). Ho sentito dire dalla famiglia che era un uomo studioso e che era talmente in gamba che lo volevano addirittura a Roma, ma lui ha sempre rifiutato".

Che cosa sa dei genitori di Monsignor Portaluppi?

"Erano dei possidenti: erano padroni di quasi tutta Boffalora. Erano agricoltori e gestivano il trasporto del fieno. La via dove c'è la casa natale di Monsignor Il prof. Andrea Raffanini con la nonna Anna Maria Portaluppi Felice Portaluppi Giuseppina Papini Ambrogio (sulla quale adesso hanno messo una lapide commemorativa) era tutta di loro proprietà fino alla fine del negozio Colombo e Garavaglia. Loro avevano anche delle posterie dove caricavano i cavalli, per esempio a San Martino e a Pontenuovo. Lì facevano anche il cambio dei cavalli. Era gente benestante. Il padre di Monsignor Ambrogio aveva una ditta di carrettieri ed era tra i più ricchi di tutta Boffalora. Una parte dei loro beni immobili è stata donata alla Parrocchia che in seguito, con il benestare della Curia, l'ha venduta a dei privati".

Le risulta che Monsignor Portaluppi tornasse spesso a Boffalora?

"In un primo tempo, dopo l'ordinazione sacerdotale, ha fatto il coadiutore a Magenta presso la Basilica San Martino. Poi, invece, è stato trasferito a Treviglio e allora tornava pochissimo a casa perché ormai la maggior parte della famiglia (in particolare sua mamma Clementina) era andata a vivere con lui a Treviglio".

Può aiutarci a ricostruire l'albero genealogico di Monsignor Portaluppi?

"Io sono la pronipote. Lo zio Monsignor Ambrogio era fratello di mio nonno paterno. Monsignor Ambrogio aveva infatti due fratelli, Ernesto e Giuseppe. Ernesto e sua moglie Marianna Barbaglia erano i miei nonni, dai quali è nato mio padre Felice. Mio padre aveva una sorella, Felicita, e due fratelli, Arturo e Giuseppe. Quest'ultimo, però, non era figlio di Marianna, poiché mio nonno Ernesto si è spostato due volte, la secondo volta con Maria Laura Trezzani. Felice Portaluppi, mio padre, si è spostato con Giuseppina Papini. Da loro siamo nati io, mio fratello Silvio e mia sorella Ernestina, che però sono entrambi morti. Io mi sono sposata con Giulio Piero Gola. Abbiamo avuto due figli, Ernestino e Mariangela Gola. Mariangela si è sposata con Ilario Romano Raffanini e hanno avuto un figlio, Andrea Raffanini. Invece Ernestino si è sposato con Vanda Citterio e hanno avuto un figlio, Massimo Gola".

In occasione delle celebrazioni ufficiali di commemorazione di Monsignor Portaluppi, Lei è stata invitata come discendente diretta?

padremadre"Sì, a Boffalora quando gli sono state dedicate la biblioteca, la sala e la targa. Recentemente sono stata invitata anche a Treviglio, dove ho visitato la Banca e la Via Portaluppi".

Ha qualche oggetto o qualche lettera di Monsignor Portaluppi eventualmente inviati a suo padre?

"Purtroppo non ho proprio niente".

È motivo di orgoglio per Lei essere imparentata con un religioso tanto illustre?

"Sì, dico la verità, e credo che sia così perché ciò che ha fatto è positivo. Purtroppo non riesco a ricordare nient'altro perché, quando Monsignor Portaluppi è morto, io avevo solo un anno".

di Martina Belloli
Giulia Carnago
Francesca Garavaglia


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