Intervista al nostro carissimo insegnante di Matematica e Scienze Giuseppe Di Stefano
I numeri del prof.
Ha il numero 42 di
scarpe, pesa 67 chili, è
alto 1,67, il suo numero
civico è l'8, le prime
cifre del suo cellulare
sono 347117..., è nato il
2/7/1973 e il suo numero
preferito è il 3. Sono
questi i dati identificativi
del nostro insegnante di
Matematica e Scienze,
il professor Giuseppe Di
Stefano, che da ben tre
anni, con pazienza, cerca
di farci entrare nella testa
l'aritmetica, l'algebra e la
geometria. Gli abbiamo
fatto qualche domanda.
Professor Di Stefano,
che studi ha fatto
per poter insegnare
Matematica e Scienze
nella Scuola Media?
"Ho frequentato
l'università e mi sono
laureato in Scienze
Naturali".
Se potesse tornare
indietro, rifarebbe lo
stesso percorso di
studi?
"Sì".
Dove è nato e dove
risiede la sua famiglia
d'origine?
"Sono nato a Castel di
Udica in provincia di
Catania e la mia famiglia
risiede lì".
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Perché si è trasferito
qui, pur avendo una
moglie originaria del
suo stesso paese?
"Perché là non potevo
esercitare la mia
professione, non
essendoci cattedre
disponibili".
Sappiamo che insegna
sia nella Scuola Media
di Boffalora sia in
quella di Marcallo. Ci
sono differenze tra gli
alunni dei due plessi
per quanto riguarda
il comportamento e il
profitto scolastico?
"Per il rendimento
non ci sono differenze
significative, mentre
per quanto riguarda il
comportamento, qui si
va un po' oltre...".
Come si definisce in
una sola parola?
"Leale".
Perché durante questi
anni non ha mai portato
la nostra classe nel
Laboratorio di Scienze
a fare esperimenti?
"Perché ho ritenuto di
potenziare la classe
dal punto di vista
matematico".
In quante altre scuole
ha insegnato prima di
arrivare da noi?
"In Sicilia ho insegnato
per un anno in una
Scuola Superiore e poi in
due Scuole Medie. Qui al
nord ho avuto supplenze
a Magenta, Sedriano,
Robecco, oltre che a
Marcallo e Boffalora".
Qual è il suo sogno nel
cassetto?
"Ritornare a vivere in
Sicilia".
Da ben quattro anni Lei
sceglie come sede di
servizio il nostro Istituto
Comprensivo. Quali
sono le motivazioni?
"Scelgo questa sede
per continuità didattica,
perché mi trovo bene e
per comodità, visto che la
scuola è vicina alla casa
che ho acquistato qui".
Fare l'insegnante di
matematica è il lavoro
che ha sempre sognato,
anche da bambino?
"Sì, era questo".
Ritiene di essere un
insegnante severo o
paziente?
"Ritengo di essere una
via di mezzo: sono
severo nei momenti in
cui si richiedono impegno
e silenzio, ma sono
anche flessibile in certe
circostanze".
Che voti prendeva in
Matematica quando era
un alunno di Scuola
Media?
"Distinto, ottimo".
Ha mai incontrato come
insegnante un alunno
che può definire "un
piccolo Einstein"?
"Sì, mi è capitato, ma
preferirei non fare nomi".
Se dovesse provare
a giocare al lotto, che
numeri giocherebbe?
"Veramente sono molto
sfortunato: mi è capitato
di giocare ed ho perso....
Comunque posso
provare a dire: 3, 9, 21,
49, 53".
Vi consigliamo di giocarli:
quando il prof. Di Stefano
"dà i numeri", è bene
ascoltarlo...
Jonathan Gelmi
Marco Bonomelli
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Una "ricetta segreta" per educare al gusto della lettura
Con un po' di zucchero
i romanzi vanno giù...

La prof. Lucchini in biblioteca in mezzo alle ragazze di 1aB
Ci piace definirlo "la dolce lettura": è il progetto attuato dalla professoressa
Marina Lucchini nella classe 1a B. Gli alunni scelgono regolarmente dei
libri nella biblioteca della scuola, li prendono in prestito e li leggono più o
meno nell'arco di un mese. Ognuno di loro prepara a casa una pagina del
romanzo che sta leggendo e, una volta alla settimana (precisamente al
Mercoledì pomeriggio), la legge di fronte ai compagni in modo espressivo
e drammatizzando.
"Lo scopo principale del progetto - commenta la
professoressa Lucchini - è migliorare le tecniche di lettura, l'espressività
e la drammatizzazione. Si incomincia leggendo ad alta voce, si impara a
scegliere l'intonazione giusta, poi si arriva al punto di mimare anche alcune
frasi, dando un po' di enfasi". Ai ragazzi questa iniziativa piace molto, perché
imparano non solo a leggere meglio, ma anche a muoversi e ad esprimersi
con i gesti e con i vari movimenti del corpo.
I libri vengono liberamente scelti dagli alunni fra quelli presenti nella Biblioteca
della scuola, che è stata recentemente aggiornata grazie all'acquisto di molti
testi nuovi.
"Sono molto apprezzati - ci dice la prof. - soprattutto i romanzi di
fantascienza, i gialli e gli horror".
Alla fine di ogni testo che viene letto, viene
dato un voto e i primi tre alunni classificati vengono addirittura premiati.
Abbiamo saputo da fonti molto attendibili che in questo laboratorio c'è un
misterioso "traffico di cioccolata". La professoressa Lucchini non smentisce:
"I vincitori vengono di volta in volta premiati con dei dolcetti o con della
cioccolata".
Adesso si spiega (del tutto) il grande successo dell'iniziativa...
Irene Pedi
Emanuele Locatelli
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