8 giugno 2009 - Corriere della scuola

Interni

Intervista al nostro carissimo insegnante di Matematica e Scienze Giuseppe Di Stefano

I numeri del prof.


Ha il numero 42 di scarpe, pesa 67 chili, è alto 1,67, il suo numero civico è l'8, le prime cifre del suo cellulare sono 347117..., è nato il 2/7/1973 e il suo numero preferito è il 3. Sono questi i dati identificativi del nostro insegnante di Matematica e Scienze, il professor Giuseppe Di Stefano, che da ben tre anni, con pazienza, cerca di farci entrare nella testa l'aritmetica, l'algebra e la geometria. Gli abbiamo fatto qualche domanda.

Professor Di Stefano, che studi ha fatto per poter insegnare Matematica e Scienze nella Scuola Media?

"Ho frequentato l'università e mi sono laureato in Scienze Naturali".

Se potesse tornare indietro, rifarebbe lo stesso percorso di studi?

"Sì".

Dove è nato e dove risiede la sua famiglia d'origine?

"Sono nato a Castel di Udica in provincia di Catania e la mia famiglia risiede lì".

Perché si è trasferito qui, pur avendo una moglie originaria del suo stesso paese?

"Perché là non potevo esercitare la mia professione, non essendoci cattedre disponibili".

Sappiamo che insegna sia nella Scuola Media di Boffalora sia in quella di Marcallo. Ci sono differenze tra gli alunni dei due plessi per quanto riguarda il comportamento e il profitto scolastico?

"Per il rendimento non ci sono differenze significative, mentre per quanto riguarda il comportamento, qui si va un po' oltre...".

Come si definisce in una sola parola?

"Leale".

Perché durante questi anni non ha mai portato la nostra classe nel Laboratorio di Scienze a fare esperimenti?

"Perché ho ritenuto di potenziare la classe dal punto di vista matematico".

In quante altre scuole ha insegnato prima di arrivare da noi?

"In Sicilia ho insegnato per un anno in una Scuola Superiore e poi in due Scuole Medie. Qui al nord ho avuto supplenze a Magenta, Sedriano, Robecco, oltre che a Marcallo e Boffalora".

Qual è il suo sogno nel cassetto?

"Ritornare a vivere in Sicilia".

Da ben quattro anni Lei sceglie come sede di servizio il nostro Istituto Comprensivo. Quali sono le motivazioni?

"Scelgo questa sede per continuità didattica, perché mi trovo bene e per comodità, visto che la scuola è vicina alla casa che ho acquistato qui".

Fare l'insegnante di matematica è il lavoro che ha sempre sognato, anche da bambino?

"Sì, era questo".

Ritiene di essere un insegnante severo o paziente?

"Ritengo di essere una via di mezzo: sono severo nei momenti in cui si richiedono impegno e silenzio, ma sono anche flessibile in certe circostanze".

Che voti prendeva in Matematica quando era un alunno di Scuola Media?

"Distinto, ottimo".

Ha mai incontrato come insegnante un alunno che può definire "un piccolo Einstein"?

"Sì, mi è capitato, ma preferirei non fare nomi".

Se dovesse provare a giocare al lotto, che numeri giocherebbe?

"Veramente sono molto sfortunato: mi è capitato di giocare ed ho perso.... Comunque posso provare a dire: 3, 9, 21, 49, 53".

Vi consigliamo di giocarli: quando il prof. Di Stefano "dà i numeri", è bene ascoltarlo...

Jonathan Gelmi
Marco Bonomelli


Una "ricetta segreta" per educare al gusto della lettura

Con un po' di zucchero i romanzi vanno giù...

La prof. Lucchini in biblioteca in mezzo alle ragazze di 1aB

laboratorio di letturaCi piace definirlo "la dolce lettura": è il progetto attuato dalla professoressa Marina Lucchini nella classe 1a B. Gli alunni scelgono regolarmente dei libri nella biblioteca della scuola, li prendono in prestito e li leggono più o meno nell'arco di un mese. Ognuno di loro prepara a casa una pagina del romanzo che sta leggendo e, una volta alla settimana (precisamente al Mercoledì pomeriggio), la legge di fronte ai compagni in modo espressivo e drammatizzando.

"Lo scopo principale del progetto - commenta la professoressa Lucchini - è migliorare le tecniche di lettura, l'espressività e la drammatizzazione. Si incomincia leggendo ad alta voce, si impara a scegliere l'intonazione giusta, poi si arriva al punto di mimare anche alcune frasi, dando un po' di enfasi".

Ai ragazzi questa iniziativa piace molto, perché imparano non solo a leggere meglio, ma anche a muoversi e ad esprimersi con i gesti e con i vari movimenti del corpo. I libri vengono liberamente scelti dagli alunni fra quelli presenti nella Biblioteca della scuola, che è stata recentemente aggiornata grazie all'acquisto di molti testi nuovi.

"Sono molto apprezzati - ci dice la prof. - soprattutto i romanzi di fantascienza, i gialli e gli horror".

Alla fine di ogni testo che viene letto, viene dato un voto e i primi tre alunni classificati vengono addirittura premiati. Abbiamo saputo da fonti molto attendibili che in questo laboratorio c'è un misterioso "traffico di cioccolata".

La professoressa Lucchini non smentisce:

"I vincitori vengono di volta in volta premiati con dei dolcetti o con della cioccolata".

Adesso si spiega (del tutto) il grande successo dell'iniziativa...

Irene Pedi
Emanuele Locatelli


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