Interni
Ciak, si studia!
Nelle
ore di Cinematografia
del professor Pierluigi
Calcaterra si impara
in maniera piacevole
guardando dei film in
classe. L'esperienza di
Laboratorio, che fa gola
a tutta la scuola ma
che è stata destinata
solo alla 3a A, si è
svolta quest'anno per
un'ora alla settimana,
al giovedì pomeriggio.
Il professor Calcaterra,
docente di Lettere,
ha conseguito una
specializzazione in
merito, seguendo corsi
di cinematografia a
Milano e all'Università
di Bologna. Agli scolari
sono state proposte
prima di tutto delle
lezioni teoriche sul
cinema, facendo loro
vedere una serie
di videocassette
didattiche che
spiegavano le tecniche
cinematografiche,
come i tipi di
inquadratura, il
rapporto con la luce,
la fotografia, il suono
ed altri aspetti tecnici.
Poi c'è stata la visione
vera e propria di una
serie di film d'autore,
utilizzando spesso
l'aula della lavagna
multimediale che
dispone di un grande
schermo.
Gli obiettivi del
Laboratorio sono stati
vari: "sviluppare la
capacità di leggere
un film in maniera
critica"; "utilizzare
il film come fonte
storica"; "imparare a
fare confronti fra tipi
di arte diversi, per
esempio fra cinema e
letteratura", ecc.
"I film che abbiamo visto - spiega il prof. Calcaterra - sono stati scelti soprattutto perché avevano un collegamento con il periodo storico o con la tipologia di testo che stavamo studiando".
Nella maggior parte dei casi i film sono stati scelti dal docente, perché li riteneva "didatticamente utili e alla portata dei ragazzi"; qualche film è stato proposto anche dagli alunni in base al loro specifico interesse. Quello che ha riscosso il più alto indice di gradimento è stato "Stand by me", tratto da un racconto di Steven King. Al Laboratorio di Cinematografia ha partecipato quest'anno anche la professoressa Carmela Arecchia, insegnante di italiano della 1a C in astensione dal lavoro per maternità, la quale ha affiancato il prof. Calcaterra per svolgere un tirocinio necessario ad ottenere l'abilitazione all' insegnamento. La professoressa Arecchia ha creato in internet un blog di discussioni cinematografiche, in cui gli alunni potevano intervenire per dare giudizi critici sui film visti, per fare richieste di altri film, ecc. Per approfondire l'esperienza di Laboratorio, la classe 3a A ha partecipato nel mese di novembre ad una visita al Museo del Cinema di Torino, dove gli alunni hanno seguito un percorso didattico sull'"archeologia del cinema", per scoprire quali macchine e quali strumenti c'erano nel passato per la proiezione di luce, ombra e movimento. Per il professor Pierluigi Calcaterra il cinema non è solo una materia di insegnamento, ma è anche e soprattutto "una passione":
"Ci vado mediamente due volte alla settimana" - dichiara.
Noi abbiamo voluto sapere se per caso ci sia qualche aspirante regista tra gli alunni di 3a A:
"Può darsi, ma non so che possibilità abbia. - ha risposto l'insegnante - Sicuramente ci sono alcuni che hanno delle buone capacità tecniche e potrebbero anche pensare di fare questa professione; c'è qualcuno che ha molta fantasia e potrebbe scrivere copioni... Per fare questa strada, che è molto lunga, bisogna studiare tanto".
E gli attori? C'è forse qualche "attore nato" in 3a A?
"Oh sì. - conclude ironico il prof. - È solitamente a suo agio nel recitare soprattutto parti comiche Christian Tedeschi". Lo vedremo al cinema? Chissà...
Andrea Battistella
Stefano Bonomelli
Nell'orario scolastico di quest'anno della classe 3a C c'era un'ora di compresenza Arte/ Educazione Fisica, durante la quale gli alunni venivano divisi in due gruppi. Coloro che rimanevano insieme alla professoressa Fiorangela Arrigoni si sono dedicati ad una pregevole iniziativa: il restauro dei banchi dell'aula di Arte, che purtroppo si trovavano in pessime condizioni a causa della maleducazione di qualcuno di noi e di coloro che hanno frequentato prima di noi questa Scuola. C'erano gomme da masticare appiccicate qua e là, scritte poco appropriate e addirittura parolacce. La prima fase del nostro Pulitura e decoupage per rimettere in ordine l'arredo scolastico Restaurati i banchi dell'aula di Arte lavoro è stata la pulizia: sono state raschiate vie le cicche ed è stata effettuata la carteggiatura del legno per togliere tutte le scritte. Poi i banchi sono stati stuccati nei punti in cui c'erano delle fessure. In seguito abbiamo voluto abbellirne alcune parti attraverso la tecnica del decoupage: abbiamo prima scelto alcuni soggetti su appositi giornali o su riviste qualsiasi, li abbiamo accuratamente ritagliati, poi li abbiamo incollati con vinavil diluito con un po' d'acqua ed infine li abbiamo protetti con uno strato di vernice trasparente. L'iniziativa, oltre che ad insegnare alcune tecniche di restauro, aveva soprattutto delle finalità educative. Aggiustare un banco vuol dire per prima cosa prendere coscienza della maleducazione di coloro che rovinano con noncuranza l'arredo scolastico in tutti i modi possibili, addirittura a volte incidendo il legno con il punteruolo. Fare fatica per rimettere in ordine un banco vuol dire incominciare a sentirlo come un oggetto "proprio" ed imparare di conseguenza a rispettarlo. Quindi le lezioni di restauro sono di fatto diventate un'occasione per sviluppare il senso civico. È probabile che l'anno prossimo verrà organizzata la stessa iniziativa per ripulire anche gli armadi.
Francesca Garavaglia
Giulia Carnago