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Per prima ha preso la parola
Anna Maria Garavaglia,
Sindaco di Boffalora, che
ha indicato Indro Montanelli
come "un esempio di lealtà e
libertà intellettuale": "In una
società, così evoluta ed eterogenea
come quella attuale,
- ha detto - è di fondamentale
importanza saper scegliere
autonomamente. Tutti
noi abbiamo a disposizione
moderni e veloci strumenti
tecnologici che permettono
l'avvicinamento ad ogni tipo
di informazione e di cultura;
sta a noi cogliere quella giusta
al momento giusto". "Sarebbe
molto bello che tutti i
giorni, quando vi apprestate
a varcare questa soglia scolastica,
pensaste che state
costruendo il vostro futuro e
che avete bisogno di figure
che non hanno mai amato il
dualismo, la menzogna o la
superficialità. Indro Montanelli
è stato un esempio di
vita che auguro a tanti di voi
di poter imitare".
Poi è stato letto un messaggio
inviato dal dottor Vincenzo
Ortolina, Presidente del
Consiglio Provinciale, che
era stato invitato ma che
non è potuto venire poiché
era "impegnato nell'approvazione
del piano rifiuti".
Ortolina nel suo scritto ha
voluto ricordare l'effetto che
gli articoli di Indro Montanelli
avevano sull'opinione pubblica:
"Si poteva essere più
o meno d'accordo con lui,
ma non si poteva evitare di
confrontarsi con lui e con le
sue analisi politiche e sociali",
caratterizzate non solo
"dalla ricerca della verità,
ma soprattutto dal coraggio
della verità, pagato anche a
caro prezzo".
In seguito ha parlato il consigliere
regionale Francesco
Prina, ex Sindaco di Corbetta,
che di Montanelli ha
sottolineato la "capacità di
scrivere bene" e la "libertà di
pensiero": "Egli era padrone
di se stesso e dei suoi pensieri
- ha detto - e li ha testimoniati
nonostante a volte
andasse contro corrente".
L'ospite d'onore della cerimonia
di intitolazione della
scuola è stato Gian Giacomo
Schiavi, editorialista del
"Corriere della Sera". Nel
suo lunghissimo discorso,
ha ricordato la figura di Montanelli,
che lui ha personalmente
conosciuto, raccontando
anche alcuni aneddoti
significativi. "Al contrario della
sua grande fama, - ha detto
- Montanelli era un uomo
schivo, un uomo frugale, un
uomo profondamente buono.
Era temuto dai vincenti
e spesso amava i perdenti;
stare dall'altra parte della
barricata gli piaceva da
matti". Poi ha ripercorso le
tappe salienti della carriera
di Montanelli, come inviato
speciale all'estero, come
editorialista del "Corriere",
come fondatore delle nuove
testate "Il Giornale" e "La
Voce". Gian Giacomo Schiavi
ha concluso citando i versi
conclusivi di una delle poesie
preferite dal grande Indro,
"Se" di Ruyard Kipling:
"Se riesci a parlare con la
folla e a conservare la tua
virtù, E a camminare con i
Re senza perdere il contatto
con la gente, Se non riesce
a ferirti il nemico né l'amico
più caro, Se tutti contano per
te, ma nessuno troppo; Se
riesci a occupare il minuto
inesorabile Dando valore a
ogni minuto che passa, Tua
è la Terra e tutto ciò che è in
essa, E - quel che è di più -
sei un Uomo, figlio mio!".
Il microfono è poi passato
a Flavio Pellegrin, il nostro
Dirigente che, dopo aver
elogiato la preziosa collaborazione
delle coordinatrici di
plesso Elisa Gariboldi (ex) e
Beatrice Uboldi (in carica),
si è rivolto soprattutto a noi
alunni: "Siete in un'età - ha
detto - in cui incominciate
a vivere onestamente una
prima autonomia, cioè incominciate
a sentirvi grandi.
Però siete anche in un'età in
cui cercate il consenso degli
amici ed è difficile che tra di
voi ci sia qualcuno disposto
a sostenere con facilità
un'idea non condivisa dai
compagni". Il Preside ha sottolineato
che, come dovrebbe
insegnarci Montanelli, è
importante "saper esprimere
i propri pensieri senza condizionamenti".
La cerimonia di intitolazione
della Scuola è proseguita
poi con la scopertura e la
benedizione di una targa in
bronzo, posta all'ingresso
dell'edificio, sulla quale si
leggono queste parole: "A
Indro Montanelli. Grande
scrittore e giornalista conosciuto
in tutto il mondo.
Uomo di elevata cultura e
profondo conoscitore della
storia d'Italia. Ha manifestato
sempre con coerenza
e coraggio il proprio pensiero,
rinunciando anche alla
carica offertagli di senatore
a vita per essere libero di
esprimere le proprie idee.
Un raro esempio, per ragazzi
e ragazze, di uomo che
ricerca sempre e comunque
la verità". A conclusione
della manifestazione è
stato intonato l'Inno d'Italia
in una originale versione
rock, ideata ed eseguita da
alcuni alunni della classe 3a
C diretti dal professore di
Educazione Musicale Marco
Quinto. Tutti gli ospiti hanno
infine avuto modo di visitare
la mostra dedicata ad Indro
Montanelli, allestita dagli
alunni e dalla professoressa
Uboldi.
Marco Bonomelli
Luca Colombo