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Il consiglio orientativo espresso dagli insegnanti è tenuto in considerazione solo dal 51% degli intervistati.
La scelta della Scuola Superiore è una tappa importantissima nel percorso di studi di ogni alunno. Per conoscere le decisioni prese dai nostri compagni di terza Media, abbiamo effettuato un sondaggio, facendo loro compilare un questionario anonimo. Il totale degli scolari che hanno risposto alle nostre domande è 51, poiché alcuni erano assenti. Tabulando i risultati, abbiamo constatato con un certo stupore che ben 14 alunni (pari al 27%) frequenteranno l’anno prossimo il Liceo Scientifico. Segue, in ordine di preferenza, l’Istituto Tecnico Commerciale, scelto da 8 alunni (pari al 16%). Al terzo posto troviamo l’Istituto Tecnico per Odontotecnici, scelto da 4 alunni (pari all’8% circa). Seguono: la Scuola Professionale per Parrucchieri e l’Istituto Tecnico per Geometri (scelti entrambi da 3 alunni), il Liceo Classico, la Scuola Professionale per Estetiste, l’Istituto Professionale Commerciale, l’Istituto Professionale per Idraulici (scelti ognuno da 2 alunni). Preferenze singole sono state invece espresse per: l’Istituto Tecnico Turistico, il Liceo Socio-psicopedagogico, il Liceo Linguistico, il Liceo Artistico, il Liceo Scientifico-tecnologico, l’Istituto Professionale per Chimici, l’Istituto Professionale per Elettricisti, Perito Informatico, Perito Aeronautico, l’Istituto Professionale per i Servizi Sociali, la Scuola Alberghiera.
Abbiamo poi chiesto ai nostri compagni più grandi se hanno già le idee chiare sulla professione che vorrebbero svolgere dopo gli studi. Gli alunni che non hanno ancora le idee precise sono 13 (pari al 25% circa). Altri invece hanno indicato il lavoro dei loro sogni: 4 (pari all’8%) vorrebbero fare il medico; 3 alunni (6% circa) vorrebbero fare il veterinario; 3 alunni (6%) vorrebbero fare l’odontoiatra. Seguono lavori di geometra, idraulico, ingegnere, estetista e parrucchiera (scelti tutti da 2 persone) e impiegato, architetto, biologo, dirigente aziendale, maestra d’asilo, commercialista, bancario, manager, barman, astronauta, insegnante di Educazione Fisica, imprenditore e un non meglio identificato “lavoro che permette di viaggiare” (scelti tutti da 1 sola persona).
Abbiamo poi cercato di indagare in che modo i ragazzi di terza media hanno effettuato le scelte della scuola superiore a cui iscriversi. Ben 39 alunni (pari al 76% circa) hanno dichiarato di aver deciso in assoluta libertà, 6 alunni (pari al 12% circa) hanno ammesso di essere invece stati condizionati dai genitori, mentre 6 alunni non hanno purtroppo risposto in maniera chiara alla nostra domanda.
Quanto al fatto di essere stati o meno influenzati dalle scelte dei loro migliori amici, solo 4 ragazzi (pari all’8%) hanno ammesso di aver subìto un certo condizionamento in tal senso, mentre la stragrande maggioranza (47 alunni, pari al 92%) ha risposto di non aver tenuto conto delle scelte dei compagni preferiti.
Gli insegnanti, nel mese di gennaio, hanno espresso un consiglio orientativo ad ogni studente, ma solo 26 alunni (il 51% circa) ha dichiarato di averne tenuto davvero conto, 16 alunni (il 31% circa) non l’hanno preso neppure in considerazione, mentre 9 alunni (il 16%) ha affermato di averne tenuto conto solo in parte.
Le attività di orientamento organizzate dalla scuola in quest’ultimo anno sono state molto apprezzate: 42 ragazzi (pari all’83% circa) le ha ritenute utili, mentre 9 alunni (il 17%) non le ha considerate valide. Ecco qualche suggerimento che i nostri compagni di terza Media vogliono dare agli insegnanti per migliorare l’anno prossimo le iniziative di orientamento: 1) i ragazzi potrebbero raccontare i loro sogni e si potrebbe discutere di questi con gli insegnanti; 2) andare insieme agli insegnanti a visitare la scuola superiore e rimanere là alcune ore; 3) avere docenti più documentati sull’argomento; 4) utilizzare per l’orientamento due ore alla settimana; 5) parlare subito in prima media della scelta della scuola superiore, ecc.
Abbiamo poi chiesto agli alunni di classe terza di riflettere sulla preparazione che pensano di aver acquisito in questi ultimi tre anni di scuola e di dare un voto al bagaglio di conoscenze che pensano di avere: facendo una media, il voto espresso è stato 8. Eppure 29 alunni (pari al 57%) hanno confessato di sentirsi preoccupati di dover affrontare una nuova scuola, mentre 22 alunni (il 43%) si sentono sicuri di sè e sereni.
Giulia Carnago e
Martina Belloli
Vogliamo l’intervallo dopo la terza ora!
Quasi tutti sono felicissimi di avere il Venerdì pomeriggio libero da impegni di frequenza.
Dallo scorso mese di settembre è entrato in vigore un nuovo orario scolastico, che ha consentito di eliminare le lezioni pomeridiane del Venerdì. Dopo un anno di sperimentazione, abbiamo sottoposto un questionario di gradimento alle classi seconde e alle classi terze. Non sono stati interpellati gli alunni di prima, perché l’anno scorso frequentavano la Scuola Primaria, quindi non hanno mai provato il vecchio orario.
Il numero di coloro che hanno compilato il questionario anonimo, da noi appositamente predisposto, è 106. La maggioranza (esattamente il 68%) ha approvato il nuovo orario ed è quindi favorevole a mantenerlo in vigore nel futuro. Il 56% non ritiene che sia un disagio arrivare a scuola entro le 8.05 anziché alle 8.15, anche se il 44% ha sottolineato la fatica di doversi svegliare 10 minuti prima ogni giorno.
Un dato interessante su cui la Commissione Orario della Scuola dovrebbe, secondo noi, riflettere riguarda l’intervallo dalle ore 11.40 alle 11.50. La maggior parte degli intervistati (61%) non lo ritiene adatto alle proprie esigenze, perché la fame è sempre tanta e aspettare fin quasi a mezzogiorno per mangiare la merenda diventa, in alcuni casi, una vera tortura. Una percentuale ancor più alta di alunni (il 64%) vorrebbe poter anticipare l’intervallo almeno di uno spazio orario, collocandolo l’anno prossimo dalle 10.50 alle 11.00.
Un’altra critica è stata fatta alla durata della pausa-mensa, che è insufficiente per il 76% degli interpellati. Invece quasi tutti (addirittura il 98%) sono felicissimi di avere il Venerdì pomeriggio libero dagli impegni scolastici, chi per rilassarsi, chi per fare i compiti, ecc. Solo il 2% ha dichiarato invece che il Venerdì pomeriggio a casa è problematico, perché i genitori lavorano e non sanno a chi affidare i figli.
Jonathan Gelmi
Stefano Battistella