![]() | Interni |
“Sono molto soddisfatta – commenta la professoressa Laura Magna, promotrice dell’iniziativa – perché ho visto una grande collaborazione, soprattutto da parte degli alunni”.
Durante quest’anno scolastico, in seguito all’invito della “Commissione Educazione Ambientale e alla Salute”, è stata attivata anche nella nostra scuola la raccolta differenziata dei rifiuti, che ha lo scopo di sensibilizzare alunni e docenti al rispetto dell’ambiente, che è un bene comune.
Su questo argomento abbiamo chiesto informazioni alla professoressa Laura Magna, che rappresenta la Scuola Media di Boffalora nella “Commissione Educazione Ambientale e alla Salute” del nostro Istituto Comprensivo. La prof. Magna, anche prima di diventare membro di questa Commissione, era già molto sensibile alle tematiche ambientali: “Io ho un po’ il pollice verde. – dichiara – Infatti anche a casa mia ho cercato di impostare uno stile di vita basato sul rispetto dell’ambiente. I miei tre figli (di 8, di 6 e di 2 anni) sanno già benissimo cos’è la raccolta differenziata e come si attua”.
La professoressa Magna ha il merito di aver diffuso nella nostra scuola la circolare della “Commissione Educazione Ambientale e alla Salute”, che invitava tutti i plessi dell’Istituto Comprensivo ad uniformarsi alla raccolta differenziata, attivando le opportune strategie e con i metodi appropriati. Poi si è occupata personalmente di realizzare dei cartelloni esplicativi, corredati di bellissimi disegni fatti da lei stessa e raffiguranti i rifiuti che noi produciamo normalmente a scuola: lo scopo è quello di aiutare noi ragazzi a distinguere i diversi tipi di materiali e a scegliere, di conseguenza, il bidone giusto in cui buttarli. In particolare, la professoressa Magna ci ha fatto capire che esistono diversi tipi di plastica, non tutti riciclabili, per cui dobbiamo sempre fare attenzione ai piccoli simboli e alle sigle stampate sotto ogni oggetto. “Nel plesso di Boffalora – continua la docente – si faceva già molta attenzione allo smaltimento differenziato dei rifiuti organici, mentre non si faceva niente per la frazione secca dei rifiuti (carta, plastica, ecc,)”. Infatti noi alunni siamo sempre stati abituati a separati in mensa gli avanzi di cibo (che rovesciamo in un apposito contenitore) dalle altre cose che usiamo (per esempio i tovaglioli di carta), che lasciamo sui vassoi. Adesso stiamo imparando anche a raccogliere separatamente carta e plastica ogni giorno: sono stati predisposti dei contenitori per la raccolta della carta in ogni classe e, su ogni piano, oltre ad un grande contenitore per la carta, ora c’è anche un bidone per la plastica. Noi ragazzi non eravamo abituati a smaltire separatamente i nostri rifiuti quotidiani: “Non è che non ci fosse impegno; – puntualizza la professoressa Magna – era un problema di conoscenza”. E lei non ha mai perso l’occasione per farci conoscere l’importanza della salvaguardia ambientale: ogni volta che le capitava un’ora di supplenza in una classe qualsiasi, sfruttava l’occasione per farci una lezione sulla raccolta differenziata dei rifiuti. Così ora siamo tutti informatissimi. “Ho visto una grande collaborazione da parte di tutti – commenta la docente – e sono contenta soprattutto dell’impegno dimostrato dai ragazzi”.
Emanuele Locatelli
La nostra scuola si occupa anche di un'altra attività di educazione ambientale, il compostaggio. Si tratta di un modo per smaltire correttamente la frazione organica dei nostri rifiuti, riutilizzandola. Il compost si ricava dall'unione dei rifiuti umidi (verde, scarti da cucina o avanzi), i quali vengono mescolati adeguatamente con materiali organici secchi, come la paglia, l'erba secca, il fieno o i trucioli di legno. Una volta pronto, il compost viene utilizzato come concime per fertilizzare il terreno. Nella nostra scuola, il compost viene prodotto - in accordo con l'Amministrazione comunale - nell'orto, grazie all'iniziativa del professor Pierluigi Calcaterra e della sua classe, la 2a A. "I rifiuti hanno un elevato costo di smaltimento. - dichiara il docente - In questo caso c'è un risparmio e abbiamo il concime gratis per la nostra attività di giardinaggio".
E.L.

Un'altra attività legata all'ambiente è il giardinaggio, che viene praticato dalle classi prime e dalla 2aA. Insegnano giardinaggio i professori Pierluigi Calcaterra (Lettere), Ezio Raimondi
Matematica) e Gilda Lenzarini (Matematica). L'attività si svolge di solito al pomeriggio in alcune ore di compresenza. I tre insegnanti si sono divisi l'orto della scuola in tre parti.
lavoro con gli alunni comprende varie fasi. Per prima cosa viene preparato il terreno. A settembre
stende il concime, poi un addetto ara con il trattore il terreno. In seguito, dopo aver rastrellato, vengono seminate o trapiantate le piantine, tipo finocchi piuttosto che insalata, oppure ravanelli, bietole e spinaci. Queste piante vengono scelte a seconda della rapidità di crescita: siccome d'estate
classi non ci sono, il raccolto deve essere programmato non più tardi del mese di giugno. Per quanto riguarda le verdure invernali, non c'è invece problema: sono stati piantati, per esempio, finocchi, verze, ecc. Poi, nel mese di aprile, il professor Calcaterra e gli alunni di 2a A hanno piantato l'insalata, che cresce velocemente, soprattutto la rucola o la valeriana. In maggio vengono piantati anche i pomodori ma, siccome maturano in estate, diventa un problema (visto che la scuola
chiusa), perciò gli alunni raccoglieranno i prodotti i primi giorni di settembre del nuovo anno scolastico. I frutti del lavoro di giardinaggio vengono mangiati dai ragazzi e - confessa il professor Calcaterra - parte del raccolto lo porta a casa sua come "premio" per il lavoro di coordinamento dei lavori. I semi vengono comprati, usando parte del contributo per l'attività didattica versato dai genitori all'inizio dell'anno scolastico, oppure vengono donati dai nonni degli scolari che possiedono un orto e che lo coltivano. Alla fine di ogni ciclo di lezioni, viene dato un voto ad ogni studente. "Di solito - afferma il professor Calcaterra - partecipano tutti volentieri, perché l'attività piace. È difficile che qualcuno non faccia niente". Poi ci fa una confidenza: anche lui aveva un orto a casa sua e amava coltivarlo, ma ora, a causa della costruzione di un'abitazione, non ce l'ha più. E allora si dedica a quello della scuola. Per il piacere anche degli alunni.
Emanuele Locatelli