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Ringrazio soprattutto i collaboratori scolastici, che per me sono preziosi e mi fanno un po’ da segretari”.
Abbiamo fatto qualche domanda alla professoressa Beatrice Uboldi, docente di italiano, storia e geografia della classe 3a A nonché Coordinatrice di Plesso qui alla Scuola Media di Boffalora, in sostituzione del Dirigente Scolastico che – com’è noto – ha il suo ufficio presso la sede di Marcallo.
Professoressa Uboldi, quando è stata nominata Coordinatrice di Plesso e in sostituzione di chi?
“Già l’anno scorso ero stata designata collaboratrice della Coordinatrice di Plesso, che era la professoressa Elisa Gariboldi, che è andata in pensione e che io da quest’anno scolastico ho sostituito in questo ruolo”.
È stato il Dirigente scolastico ad individuare proprio Lei fra tutti i docenti di Boffalora o si è proposta Lei?
“È stato il Dirigente”.
Secondo Lei, per quali meriti è stata nominata?
“Non lo so, dovreste chiederlo a lui. Forse perché sono stata indicata dalla professoressa Gariboldi”.
Da quanti anni insegna?
“Sono qua dal 1986. Sono entrata in ruolo come insegnante dopo il superamento del concorso ordinario”.
Quali sono i compiti che Lei svolge in qualità di Coordinatrice di Plesso?
“Il compito principale è far funzionare la scuola. La prima cosa che faccio quando arrivo al mattino è chiedere se ci sono tutti gli insegnanti. In caso di assenze, preparo le sostituzioni e le riporto su una sorta di libro di bordo, che abbiamo in sala professori e sul quale tutti di docenti appongono quotidianamente le loro firme di presenza. Poi mi occupo di eventuali problemi disciplinari che si creano nelle classi e che gli insegnanti mi segnalano: allora richiamo personalmente gli alunni che non si comportano come dovrebbero. È mio compito, inoltre, tenere i contatti con il Preside, con l’Amministrazione comunale di Boffalora e anche con coloro che si occupano della manutenzione della scuola: per esempio, se si rompono i caloriferi, devo contattare la persona addetta, ecc. Inoltre coordino il lavoro dei docenti”.
In quali casi è tenuta a richiedere l’intervento del Dirigente e quando invece può farne a meno?
“Richiedo l’intervento del Dirigente quando sono necessari provvedimenti disciplinari particolarmente gravi nei confronti di qualche studente. Io come insegnante posso dare una nota individuale o all’intera classe, sia ai miei alunni sia a quelli di altre classi, se qualche docente me lo richiede. Ma se si rendono necessari provvedimenti più seri (come una sospensione), occorre innanzitutto convocare un Consiglio di classe straordinario e poi chiedere anche il parere del Dirigente. Qualche tempo fa, per esempio, due ragazzi hanno rotto la maniglia dell’aula di informatica: allora è stata messa una nota di classe dall’insegnante che ha assistito al fatto, poi sono intervenuta io per richiamarli e per far loro pagare il danno, ma prima ho chiesto il parere del Preside”.
Provi a quantificare il numero di ore settimanali che questo incarico Le richiede in più rispetto all’anno scorso…
“Almeno cinque ore in più alla settimana. Dipende dal mio orario scolastico. In genere al lunedì rimango in media un paio d’ore in più, al martedì arrivo qualche ora prima di andare in classe e al venerdì mi trattengo sempre anche all’ultima ora in cui non ho lezione”.
Tracci un bilancio di un anno scolastico da Coordinatrice di Plesso.
“Mi sembra che sia stato un anno abbastanza positivo. Certo abbiamo avuto un po’ di problemi disciplinari con qualche alunno, ma si è trattato di un numero comunque limitato rispetto al totale dei ragazzi. Con i miei colleghi ho avuto modo di collaborare abbastanza bene ed ho avuto un’ottima collaborazione soprattutto da parte dei bidelli, che sicuramente per me sono preziosi: quando io non ci sono, loro sanno già preparare i prospetti delle sostituzioni degli insegnanti assenti e mi segnalano loro tutti i problemi che devo risolvere. Insomma, mi fanno un po’ da segretari”.
Qual è il provvedimento disciplinare più serio che ha dovuto adottare nei confronti di alunni, collaboratori scolastici e/o docenti?
“Nei confronti di insegnanti e collaboratori scolastici non ho preso nessun provvedimento personalmente. Nei confronti degli alunni ho dato qualche nota e poi ho sempre segnalato i problemi al Dirigente. In realtà io non faccio mai di mia testa, ma sento sempre il parere Preside”.
Alcune classi della scuola ci sembrano privilegiate rispetto ad altre. Per esempio, perché solo il corso A, che ha le aule al piano terra, dispone di un PC in classe e i corsi B e C no?
“Questo dovreste chiederlo al professor Calcaterra o al professor Galluzzo. Io so solo che alcuni computer che si trovavano nell’aula informatica al piano di sopra, dove ora c’è la lavagna multimediale, sono stati portati via da lì e si valutava dove poterli collocare”.
Se tornasse indietro, accetterebbe ancora il ruolo di Coordinatore di Plesso?
“Certi giorni dico che non l’accetterei di sicuro, poi però mi rimbocco le maniche e penso: Vabbé, andiamo avanti!”.
Provi a darsi un voto per lo svolgimento del compito di Coordinatrice quest’anno…
“Penso di non potermi dare io un voto; dovrebbero darmelo gli altri”.
Simone Renda e
Thomas Bonomelli

La nostra scuola ha comprato quest’anno un nuovo strumento tecnologico, la lavagna multimediale, che è stata collocata nell’aula computer al primo piano e che può essere utilizzata al posto di una comune lavagna, consentendoci di interagire direttamente con il PC. Si tratta propriamente di un videoproiettore gigante, che si collega con il computer e che funziona con tutti i sistemi operativi. Il prezzo si aggira attorno ai 3 mila euro. “La lavagna multimediale può agevolare l’apprendimento – commenta il professor Michele Galluzzo, docente di Tecnologia della nostra scuola – perché consente di instaurare un rapporto interattivo con i ragazzi, che quindi si possono sentire più partecipi alla lezione”. Tutti i docenti della scuola, indipendentemente dalla materia che insegnano, possono – se vogliono – impiegare la lavagna multimediale per le loro spiegazioni, ma essa può essere utilizzata benissimo anche dagli alunni (sempre con la supervisione di un insegnante responsabile), anzi è stata acquistata proprio come risorsa per i ragazzi. Per offrire a tutti le adeguate competenze per l’impiego di questo nuovo strumento tecnologico, la scuola ha organizzato uno specifico corso di aggiornamento per i docenti, al quale hanno partecipato almeno dieci insegnanti della nostra scuola. “Il corso – spiega Galluzzo – è stato tenuto da un insegnante di Informatica proveniente da una Scuola Superiore. È stato molto interessante, perché ci sono state mostrate tutte le possibili applicazioni della lavagna multimediale”.
Stefano Bonomelli