corriere della scuola
a cura della classe 2a C della S.M.S. "Indro Montanelli" di Boffalora s/T
ANNO I, numero 1 3 giugno 2008

 Ratificata dalla Prefettura l’intitolazione della nostra Scuola al nome del grande giornalista italiano

Perché un giornalino?

L’idea di scrivere e pubblicare un giornale della scuola ci è venuta verso la fine del primo quadrimestre, dialogando con la nostra insegnante di Italiano. Prima di tutto abbiamo dovuto ammettere di “fare pena” nei temi o, - come direbbe la nostra prof. – di “avere delle lacune nella produzione della lingua scritta”, per cui ci serviva un’occasione divertente per esercitarci di continuo. Quindi abbiamo pensato: visto che siamo allievi alla Montanelli (cioè alla Scuola Media a lui dedicata), perché non cerchiamo di imparare a scrivere alla Montanelli (cioè alla maniera del grande Indro?). Un modo per incominciare, nel nostro piccolo, ci è sembrato quello di studiare le caratteristiche del linguaggio giornalistico e quello di trasformarci in apprendisti intervistatori, cronisti, redattori, ecc. Non esisteva, del resto, un organo di informazione interna alla scuola gestito da noi alunni e allora abbiamo pensato di farlo proprio noi della 2a C e speriamo di poter continuare l’esperienza anche l’anno prossimo, quando saremo in terza.

Per prima cosa abbiamo inventato il nome della testata, che voleva essere in qualche modo collegata all’esperienza giornalistica di Montanelli: il lampo di genio di chiamare il nostro giornalino Corriere della Scuola è venuto ad Emanuele Locatelli, mentre i caratteri tipografici che riprendono quelli del quotidiano nazionale sono stati ideati - dopo varie prove sottoposte a votazione in classe – da Marco Bonomelli.

Dopo il nome, ci serviva il contenuto del giornalino. Abbiamo individuato una serie di argomenti che ci sembrava interessante approfondire. Poi ce li siamo divisi e abbiamo incominciato a lavorare, o da soli o in piccoli gruppi. In molti casi, per raccogliere le informazioni abbiamo fatto delle interviste, preparando prima (per evitare figuracce) una serie di domande da rivolgere alle persone prescelte, chiedendo poi appuntamenti e il più delle volte registrando le dichiarazioni rilasciate, che poi dovevano essere sbobinate, trascritte, sintetizzate: una gran fatica!

In altri casi abbiamo pensato di condurre delle inchieste, organizzando dei sondaggi di opinione tramite questionari fotocopiati e distribuiti nelle classi. Dopo la compilazione, abbiamo dovuto analizzare le risposte, contare i dati raccolti e scrivere articoli di commento.

Insomma, ci siamo impegnati molto. Il prodotto finito è quello che state leggendo. Ci scusiamo in anticipo per eventuali errori che troverete. Facciamo un ultimo appello. Se a qualcuno dei lettori (due a caso: il nostro Sindaco o il nostro Dirigente) venisse per caso l’idea di sostenere la nostra impresa l’anno prossimo, finanziando almeno in parte la riproduzione e stampa, si faccia pure avanti: verrà tenuto in debita considerazione.

La classe 2a C

Allievi alla Montanelli

gli alunni

Gli alunni della classe 2a C con il Preside

Il Dirigente Scolastico Flavio Pellegrin spiega, in una intervista esclusiva, le ragioni del rinvio al mese di settembre della cerimonia di inaugurazione ufficiale  e dichiara: “Mi sembra che Indro Montanelli possa essere per gli alunni un simbolo di estrema libertà di pensiero”.

È noto a tutti, ormai, che durante lo scorso anno scolastico, con delibera di Consiglio di Istituto n. 19 del 12 giugno 2007, la Scuola Media Statale di Boffalora sopra Ticino è stata intitolata al celebre giornalista e scrittore Indro Montanelli, vissuto tra il 1909 e il 2001. La Prefettura di Milano ha ratificato la decisione in data 24 ottobre 2007 ed era in programma, per lo scorso mese di marzo, l’intitolazione ufficiale alla presenza del direttore del Corriere della sera. In realtà la cerimonia non è avvenuta. Per indagarne le ragioni abbiamo intervistato il nostro Dirigente Scolastico, dottor Flavio Pellegrin, cogliendo l’occasione per conoscerlo meglio e per segnalargli anche qualche nostro cruccio.
Non tutti sanno che il nostro Preside ha 56 anni, è coniugato, ha due figli (Andrea ed Elisa) ed ha un curriculum chilometrico: si è diplomato all’Istituto Magistrale, si è laureato prima in Lettere poi in Giurisprudenza, ha conseguito l’abilitazione all’insegnamento nella Scuola Primaria nel 1971, ha vinto il concorso per Dirigente scolastico nel 1981, ha ottenuto l’abilitazione per l’insegnamento di Materie letterarie nella Scuola Secondaria di Primo e Secondo grado e ha poi superato anche il concorso per l’esercizio della professione di Avvocato.

Dottor Pellegrin, quali esperienze lavorative ha avuto prima di diventare Dirigente Scolastico?

“All’età di 18 anni ho incominciato a lavorare al Centro Don Gnocchi di Milano, dove allora abitavo, in qualità di educatore di ragazzi disabili. Poi, dopo il superamento del concorso, ho incominciato la carriera di insegnante e, nel frattempo, ho collaborato per cinque anni con la Gazzetta dello Sport, inizialmente come correttore di bozze, poi come impaginatore. All’epoca la Gazzetta aveva sede a Milano in Piazza Cavour, dove c’era il cosiddetto Palazzo dei Giornali. Qui ho avuto modo di incontrare, fra gli altri giornalisti famosi, anche Indro Montanelli e mi è capitato persino di cenare insieme a lui: era una persona simpaticissima e sapeva raccontare episodi incredibili. Questa mia esperienza lavorativa si è conclusa nel 1977, quando ho preferito alla carriera giornalistica il matrimonio; sono contento della mia scelta e non ho nessun rimpianto. Un’altra occupazione interessante della mia giovinezza è stata la collaborazione con un insegnante siciliano, che redigeva tesi di laurea a pagamento per conto di studenti universitari svogliati: il lavoro, benché molto interessante, non era adeguatamente remunerato, perciò l’ho interrotto. Da ben 27 anni esercito la professione di Dirigente scolastico e, dall’anno 2000, sono Preside anche della Scuola Media di Boffalora”.

foto dirigente scolasticoQuali sono i suoi hobby?

“Mi piacciono: il giardinaggio, il restauro di mobili antichi e collezionare francobolli e monete”.

Per quale squadra calcistica tifa?

“Per l’Inter. È una passione che ho da quando ero piccolo, perché mi sono sempre piaciuti i colori nero-azzurri. Purtroppo si tratta di una squadra che fa molto soffrire. Gli interisti come me sono pronti ad ogni evenienza: abbiamo subìto molto, ma abbiamo imparato a ricominciare ogni volta”.

La Scuola Media di Boffalora fa parte dell’Istituto Comprensivo Statale “De Amicis” con sede a Marcallo. Che cosa significa “Istituto Comprensivo”?

“Come dice la parola, l’Istituto comprende vari ordini di scuola: quella dell’Infanzia (che si frequenta dai 3 ai 6 anni), quella Primaria (dai 6 agli 11) e la Secondaria di Primo grado (dagli 11 ai 13)”.

Avendo sei plessi da gestire (due a Marcallo, due a Boffalora e due a Mesero), perché Lei ha il Suo ufficio solo a Marcallo? Non Le sembra che sarebbe più opportuno trascorrere almeno un giorno alla settimana in ogni scuola?

“Sarebbe una bella cosa, ma è impossibile fare il Dirigente itinerante, quello che va un po’ qua e un po’ là. Il punto di riferimento della sede è importante: si pensi ai contratti da stipulare con i supplenti, alla posta in arrivo dal Ministero con obbligo di risposta entro ventiquattro o trentasei ore, ecc. Ci deve essere un luogo in cui io sia reperibile per tutti”.

Ci può descrivere la tipica giornata lavorativa di un Dirigente?

“Io incomincio alle 8.05 e, quando arrivo, trovo già qualcuno che mi aspetta, spesso con una grana da risolvere. Ogni giorno io ricevo mediamente dalle 20 alle 50 persone e circa 50 telefonate. Non ho un orario di servizio preciso: a volte sono impegnato tutto il giorno, a volte finisco per esempio alle 14.00, poi rientro alle 16.00 e, se ci sono riunioni di organi collegiali, rimango a scuola anche fino alle 20.00”.

Quali requisiti deve avere una persona per diventare Dirigente Scolastico?

“Secondo me bisogna essere innanzitutto persone capaci di relazionarsi con gli altri. Si deve possedere una dote che una volta si chiamava arte della diplomazia, che vuol dire saper ascoltare le persone per comprenderne le esigenze. È importante anche saper decidere, perché la gente da te si aspetta sempre delle soluzioni”.

Perché la Scuola Media di Boffalora non aveva una denominazione? E perché si è scelto di dedicarla proprio ad Indro Montanelli?

“Fra le scuole dell’Istituto Comprensivo che dirigo, solo quelle di Boffalora non avevano un nome. La Primaria di Marcallo è dedicata ad Edmondo De Amicis, la Media di Marcallo a Leonardo da Vinci, la Primaria di Mesero a Carlo Noè (un caduto della seconda guerra mondiale) e la Media di Mesero ad Alessandro Manzoni. Mi sembrava che fosse giunto il tempo di intitolare anche le scuole del vostro paese. Per la Primaria è stato scelto il nome di Papa Giovanni Paolo II, mentre per la Scuola Media il Consiglio d’Istituto ha deliberato l’intitolazione a Indro Montanelli, che è stato anche proposto da me, perché ritengo che sia stato un esempio di estrema libertà di pensiero. In pratica, è difficile essere giornalista e non scrivere quello che ti dice il tuo padrone, diventando un pennivendolo. Montanelli, in più di una occasione, ha scritto anche contro colui che lo pagava ed è stato un uomo talmente libero che, diventato vecchio, quando il Presidente della Repubblica gli ha offerto la carica di senatore a vita, lui – credo l’unico in Italia - l’ha rifiutata, dicendo che altrimenti non si sarebbe più sentito libero di scrivere ciò che pensava. Per questo mi sembra che Indro Montanelli sia un simbolo per voi che studiate: siate delle persone oneste, perché solo così potrete andare a testa alta, guardando in faccia alla gente senza vergognarvi di nulla, soprattutto di ciò che pensate”.

Ci era stata preannunciata una cerimonia di intitolazione ufficiale nel mese di marzo, ma non c’è stata. Perché?

“Era mia intenzione invitare per l’occasione il direttore del Corriere della sera, perché venisse a presentare Indro Montanelli a scuola e l’avevo interpellato. Purtroppo, però, le elezioni politiche dello scorso 13 aprile gli hanno impedito di intervenire a causa degli impegni relativi alla campagna elettorale. Organizzare tutto in fretta a maggio non mi sembrava opportuno. A questo punto la cerimonia si terrà a settembre”.

Il nostro Istituto Comprensivo ha la certificazione di qualità. Che cosa significa e che cosa comporta?

“La qualità, che noi abbiamo certificata dal 2005, è un modo di lavorare che viene valutato annualmente da una società esterna: tutte le cose che la scuola fa, dalle iscrizioni alle gite fino ai bilanci, seguono una procedura che noi rispettiamo rigorosamente. Il bello della certificazione di qualità è questo: noi andiamo sempre a valutare quello che facciamo e, se lo facciamo male, lo miglioriamo. È ciò che dovreste fare sempre anche voi studenti: colui che lavora con qualità, controlla sempre quello che fa”.

Sappiamo che la Scuola Media di Marcallo è gemellata con un college irlandese. Che cosa significa? Perché non si attiva un gemellaggio anche per la nostra scuola?

“La Scuola Media di Marcallo è gemellata con il de la Salle College di Macroom. Ogni anno, i ragazzi frequentanti la terza media vanno per una settimana in Irlanda, ospiti di famiglie e frequentano la scuola, dove parlano solo ed esclusivamente inglese. Ogni anno, nel mese di aprile, sono i ragazzi irlandesi che vengono da noi, ospiti delle famiglie dei nostri alunni: a loro non interessa tanto parlare la nostra lingua, ma piuttosto visitare i luoghi bellissimi della nostra nazione. Questa iniziativa è nata perché il Comune di Marcallo è legato da gemellaggio con il Comune di Macroom e, quando è stato sottoscritto, io stesso sono andato in Irlanda, dove ho conosciuto dei colleghi irlandesi e ho avuto l’idea di istituire anche un gemellaggio fra scuole.
Per quanto riguarda la Scuola di Boffalora, mi piacerebbe trovare un comune spagnolo disposto allo scambio, visto che voi studiate come seconda lingua proprio lo spagnolo”.

L’iniziativa può essere solo scolastica, oppure occorre un coinvolgimento anche dell’Amministrazione comunale di Boffalora?

“Un gemellaggio solo fra scuole sarebbe molto più difficile. Mi spiego meglio. Lo scambio tra Marcallo e Macroom è andato bene perché i comitati per il gemellaggio dei due paesi hanno sostenuto gli scambi fra le scuole, finanziando in parte i viaggi degli studenti, che altrimenti sarebbero molto dispendiosi. Così, per trascorrere una settimana a Macroom, i nostri alunni hanno pagato solo 150 euro a testa, volo aereo incluso”.

Lei conosce scolasticamente ciascuno di noi?

“Io conosco in particolare coloro che si mettono in luce, nel bene ma soprattutto nel male, mentre conosco meno il grosso dei ragazzi, che lavorano e fanno il loro dovere senza né gloria né infamia”.

Tra le tre Scuole Medie di Marcallo, Mesero e Boffalora, quale ritiene la migliore dal punto di vista della preparazione degli studenti?

“Direi che si equivalgono. Degli alunni che conseguono la licenza media nel nostro Istituto Comprensivo, più del 90% viene promosso al primo anno di scuola superiore; la percentuale di bocciati è circa il 7% contro una media italiana pari al 19% e una media lombarda del 22%”.

Qual è, secondo Lei, il fiore all’occhiello della Scuola Media di Boffalora? E il tallone d’Achille?

“Il fiore all’occhiello è costituito dalle numerose attività laboratoriali che voi fate e che i vostri docenti sostengono. Il tallone d’Achille è costituito dal comportamento di alcuni ragazzi, che creano problemi e danno a volte un’immagine un po’ brutta della scuola”.

La nostra è una classe di sezione C. Riteniamo che il nostro corso sia penalizzato dalla continua alternanza di insegnanti supplenti. Perché Lei ha deciso di assegnare tutti i docenti di ruolo agli altri due corsi (A e B)? Non lo ritiene ingiusto nei confronti degli alunni della sezione C?

“Il problema non è tanto dovuto a mie decisioni. Visto che la terza sezione non c’è tutti gli anni, i docenti di ruolo, che prediligono - com’è ovvio - delle situazioni stabili e di continuità didattica, scelgono legittimamente i corsi A e B. Io riconosco che la sezione C sia quella più a rischio, però vi assicuro che non sono io a volerla penalizzare, anzi: se posso, faccio di tutto per migliorarla, ma nei limiti che ho. Comunque, per il futuro terrò presente l’obiezione che avete fatto”.

Marco Bonomelli


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